Venti anni di vigna bio in Franciacorta

16 novembre 2018
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BIOLOGICO

Barone Pizzini festeggia il compleanno della sua prima vigna bio.

Non è solo il compleanno di uno dei più efficaci simboli del bio italiano, è anche il premio alla tenacia che ha permesso di trasformare le vigne della Franciacorta, oggi per due terzi coltivate con l’agricoltura biologica, con ricadute positive in una zona dove, prima, erano altre le abitudini. Il merito è di Silvano Brescianini, che ha sempre spinto per una qualità reale del suo vino che “non può che essere bio”, come spiegava anni fa durante una fiera. Se vai in un ristorante stellato, mi diceva, ti aspetti che la qualità sia all’altezza, quindi come minimo che sia bio.

Anche per questo le bottiglie di Barone Pizzini non sentivano il bisogno di dichiarare la loro scelta sostenibile, non serviva. Una qualità che ha permesso di raggiungere grandi risultati, come il premio Miglior Vino Bio al Mondo per il Franciacorta Rosé all’Intemational Wine Challenge 2012 di Londra, i numerosi Tre Bicchieri ai Franciacorta Nature e Bagnadore sulla guida Gambero Rosso e le Chiocciole sulla guida Slow Wine pubblicata da Slow Food

“II bio non è un fine – ha spiegato Silvano Brescianini nel corso della cena evento, come scrive il Giornale di Brescia – ma un mezzo verso la qualità”.

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Credits: Agostini Lab Srl