Una Carta dei valori a tutela del settore

31 Maggio 2019
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BIOLOGICO

Dalla CIA Anabiao, per la tutela del settore e delle produzioni bio Made in Italy.

Presentato il documento, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione e contiene con i principi etici e di comportamento per lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica.

Visione, principi e obiettivi, valori e finalità in relazione a cittadini e organizzazioni, istituzioni e organi internazionali, vogliono assumere un ruolo fondamentale per gli agricoltori di Anabio, la sigla del biologico all’interno di Cia-Agricoltori Italiani.

La Carta, vuole rafforzare il ruolo delle produzioni certificate bio a livello europeo e a ribadire il contributo del settore alle istanze globali, prima tra tutte l’urgenza di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Accogliendo le richieste Onu dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e quindi, offre il contributo per ridurre le emissioni di gas serra e contrastare cambiamenti climatici, inquinamento delle acque, erosione dei suoli, dissesto idrogeologico, disuguaglianze sociali e rischio malattie, ma anche per tutelare la biodiversità e le sostanze organiche nel terreno.

L’obiettivo entro i prossimi 10 anni è la soglio del 30% di Sau coltivata con metodo biologico e biodinamico è, l’intento principale condiviso da Anabio nella sua Carta dei Valori. Sette i punti obiettivola tutela del suolo, la protezione della biosfera, la prevenzione allo sviluppo di Ogm e la promozione di innovazione, ricerca e diffusione della conoscenza – che guardano alla crescita di aziende agro-ecologiche condotte con approccio agronomico e sistemico, con l’ambiente come spazio in cui uomo, animali e paesaggio coesistono in armonia. Equità e territorio, rispetto e cura rappresentano, invece, i valori di base per il progresso di un settore in chiave sempre più accessibile e sostenibile, innovativa e di qualità.

Nel progetto di tutela Anabio-Cia chiama in causa anche le istituzioni perché adottino politiche di governo che garantiscano autosufficienza alle aziende, lavoro dignitoso e non discriminatorio, ricambio generazionale, affiancamento, gestione del rischio, cooperazione e formazione. Strumenti di mercato, come OP e OI devono, inoltre, assicurare contrattazione trasparente, parità nei prezzi e nella ripartizione del valore aggiunto. Nelle relazioni con i cittadini e le organizzazioni, la Carta pone tre questioni centrali: consumo di prodotti biologici accessibile a tutti, attraverso circuiti brevi come i Gruppi di acquisto solidali (Gas); superamento di una visione elitaria del biologico; democratizzazione delle conoscenze ed empowerment degli operatori del settore con il supporto di enti e associazioni. Infine, partecipazione attiva all’economica locale, co-progettazione tra società civile e amministrazioni, cooperazione a livello internazionale partendo dal Bacino del Mediterraneo, sono invece le azioni chiave nella promozione del biologico in rapporto alle istituzioni.

 

la foto è presa dal comunicato di Cia Anabio

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Credits: Agostini Lab Srl