Toscana, una Legge per i biodistretti

17 Luglio 2019
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BIOLOGICO

Più biologico e meno prodotti fitosanitari.

A pochi giorni dalla Regione Lazio, anche la Toscana è pronta per una Legge dedicata ai distretti vincolati ad una produzione agricola bio. Finalmente prende sempre più piede un’idea di territorio dove la valorizzazione in chiave sostenibile viene vista come una risorsa non solo sul fronte agricolo ma anche in chiave turistica e sociale.

E’ un progetto di Legge che “segue quella sui distretti rurali, anzi, ne diventa una declinazione caratterizzata biologicamente”, come ha spiegato Gianni Anselmi, presidente della Commissione Sviluppo economico e rurale della Regione che licenziato a maggioranza la proposta – voto favorevole di Pd e M5S e l’astensione della Lega – che ora passa all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale.

Tra i requisiti indispensabili per il loro riconoscimento, i Biodistretti dovranno avere almeno il 30% dei terreni coltivati con metodo bio, un numero minimo di 3 produttori, favorire l’incremento del biologico e a disincentivare l’utilizzo di prodotti fitosanitari.

Il modello, applicato a un territorio dove esiste un sistema produttivo locale a spiccata vocazione agricola bio che ne permette lo sviluppo,  prevede lo sviluppo di un sistema utile per il territorio, coinvolgendo oltre agli agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni per la gestione sostenibile delle risorse locali, partendo dal modello biologico di produzione e consumo (filiera corta, gruppi di acquisto, mense pubbliche bio).

Nella legge si distinguono i soggetti che devono obbligatoriamente essere parti dell’accordo al fine del riconoscimento del distretto biologico: almeno tre imprenditori agricoli biologici e un terzo dei comuni del territorio del distretto, e altri soggetti che possono, invece, aderire all’accordo come altre associazioni o altri soggetti o enti pubblici o privati. Intanto, contestualmente alla proposta di legge si istituisce un tavolo tecnico regionale dei distretti biologici che sarà convocato almeno due volte l’anno per il coordinamento e il monitoraggio delle loro attività.

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Credits: Agostini Lab Srl