Tar: se non è bio il vigneto va tolto

25 Febbraio 2020
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BIOLOGICO

Il vigneto vicino l’asilo va tolto. I genitori contestano la Regione e Zaia

Con i pesticidi non si scherza, anche se sembrano necessari per coltivare l’uva che poi diventa prosecco. Anche il TAR del Veneto dà ragione ai bambini (e ai genitori) della scuola materna nel Comune di Vittorio Veneto, che confina con un terreno di 2,5 ettari, la cui proprietà fallita nel 2018 era poi finita in mano ad un’azienda di San Vendemiano (sempre in zona), la Tenuta Agricola San Martino, che in barba alle richieste del Comune, lo ha sfidato procedendo con i nuovi impianti di barbatelle di glera per produrre il prezioso prosecco. 

Come avevamo raccontato l’amministrazione comunale ha denunciato l’azienda e il braccio di ferro è arrivato fino al Tar del Veneto che lo scorso 18 febbraio ha emesso una sentenza che dà ragione, finalmente, ai bambini dell’asilo.

Come scrive Italia che Cambia, la proprietà o firmerà una convenzione col Comune sulla parte di vigneto piantata o dovrà procedere all’espianto. Una sentenza, quindi, che dà ragione ai genitori dei bambini che frequentano l’asilo, che fin dall’inizio si sono battuti per tutelare la salute dei propri figli e che ora continueranno a vigilare perché nella convenzione non venga fatto nessuno sconto a chi, illegittimamente, ha continuato a lavorare in quel vigneto per tutti questi mesi, ignorando le varie ordinanze emesse dal Comune.

Come spiega il coraggioso comitato dei genitori: “le strade percorribili sono due: o l’amministrazione procede con l’espianto, come ordinato dal giudice del Tar, o la proprietà firma col Comune una convenzione rigida ed ispirata alla delibera di Giunta dello scorso gennaio, che prevede il mantenimento del carattere pubblicistico della zona F. Una convenzione blindata, senza sconti né sotterfugi, a tutela dei bambini e a vantaggio della collettività”.

I genitori poi non transigono sulle soluzioni: biologico certificato su tutto il vigneto; piantumazione di una siepe adeguata al contenimento della deriva dei fitofarmaci, non come quella attualmente presente; recepimento di tutte le indicazioni date dall’Ulss nella lettera dello scorso marzo; dare un valore sociale a quel vigneto.

“Ciò che pare immediatamente evidente è che la Regione deve tirare fuori la testa da sotto la sabbia” denunciano senza intenzione di mollare. “È necessario che essa intervenga con una normativa regionale valida per tutti i Comuni, perché è inutile lasciare ampia autonomia ai sindaci se poi questi si trovano le mani legate in quanto i loro provvedimenti possono essere impugnati da chiunque! Solo una legge regionale potrebbe risolvere definitivamente la questione senza che nessuno possa fare ricorso. È inutile che il presidente Zaia e l’assessore Pan continuino a fare proclami sulla necessità di evitare nuovi impianti di vigneti vicino ad aree sensibili, se poi non fanno nulla di concreto perché ciò avvenga. Le prese di posizione non bastano, servono le leggi!”.

I genitori poi non si fidano neanche dei proprietari dei vigneti, ma non sono certo preoccupati. “Che facciano pure ricorso, basta che siano consapevoli che, mentre aspetteremo che il Consiglio di Stato si pronunci, non accetteremo assolutamente che entrino nel vigneto per fare delle lavorazioni. E ci aspettiamo che, in tal caso, il sindaco Miatto dia esecuzione alla sentenza del Tar, procedendo all’espianto di tutto il vigneto ricadente nella zona F”.

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Credits: Agostini Lab Srl