Social Farming in the Apennines

15 Aprile 2018
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sostenibilità

Tre progetti si aggiudicano i 30.000 euro a testa per rivitalizzare l’agricoltura dell’appennino bolognese.

Sono stati proclamati  i tre progetti destinatari del contributo di 30.000 euro destinato ai vincitori del Social Farming in the Apennines: un bando ideato dalla fondazione Gameen Italia dedicato alle start up, le imprese e le associazioni del terzo settore interessate ad avviare attività agricole o extra agricole con finalità sociali nell’appennino bolognese. Il finanziamento verrà erogato in due tranches: la prima pari all’80% della somma verrà consegnata in anticipo dopo la firma del contratto, la seconda pari al restante 20% dopo una fase pilota di sei mesi. Gameen Italia seguirà i progetti vincitori con un programma di affiancamento che accompagnerà i vincitori per l’intero sviluppo dell’impresa e la restituzione del credito. L’iniziativa è inclusa nella piattaforma digitale Social Changes Innovation Platform, espressione del progetto europeo Horizon 2020 coordinato da META con i partner European BIC Network (EBN) e Impact Hub, promosso in Italia da Aster.

L’iniziativa si ispira al modello Social Farm in cui si coniugano i profitti aziendali con il bene delle comunità con l’obiettivo di implementare un programma di microcredito specifico per le zone rurali, promuovere l’inclusione sociale e finanziarie di soggetti svantaggiati e valorizzare le risorse inutilizzate. Il metodo prevede anche che i beneficiari del programma di microcredito partecipino ad un programma di formazione tecnica per acquisire competenze specifiche sulla gestione di imprese agricole e zootecniche. Lo scopo del bando è favorire il ripopolamento delle aree montane, che da tempo soffrono di un esodo di residenti, attraverso progetti di imprese agricola. Il fenomeno dello spopolamento oltre a svuotare i paesi montani espone il territorio all’indebolimento delle attività produttive che in questi contesti hanno il loro territorio di elezione – come l’agricoltura e l’allevamento – e a pericoli ambientali come incendi e dissesto idrogeologico.

Questi sono i tre progetti vincitori che prenderanno il via tra aprile e maggio 2018 con l’avvio della fase pilota:

Seeds for social Changes”: proposto dalla cooperativa sociale agricola “Coltivare Fraternità”, in collaborazione con la cooperativa sociale “La Fraternità” e “Local To You”, società per la vendita a domicilio di prodotti da agricoltura sociale, ha come traguardo rafforzare il settore dell’agricoltura sociale e biologica nel territorio bolognese. Il progetto punta all’inserimento lavorativo di otto persone in condizioni di svantaggio economico e sociale e a consolidare la rete di produttori locali, ampliando la disponibilità di prodotti ortofrutticoli del portale “Local To You” con l’obiettivo di raggiungere 500 famiglie. Le persone coinvolte lavoreranno per sei mesi presso la cooperativa “Coltivare Fraternità” e verranno formate e inserite nei settori della produzione agricola biologica e del packaging e della distribuzione. Il comune in cui si realizzerà il progetto è Mercatale di Ozzano dell’Emilia.

A Nursery for Social Farmers”: si rivolge a due richiedenti asilo di Lizzano in Belvedere che saranno formati e retribuiti presso l’azienda agricola biologica di Francesco Penazzi che produce piante officinali. Obiettivo è dare loro la possibilità di acquisire completa autonomia sulle conoscenze apprese e garantire un corso di 50 ore sul settore agricolo italiano, sulla politica agricola comunitaria e la gestione di una piccola azienda agricola biologica. Il fine è favorire l’inserimento nella comunità dei due partecipanti all’interno della comunità di coltivatori del territorio, in un’ottica di permanenza e di inclusione sociale produttiva.

Terzaccoglienza project”: anche questo progetto è destinato ai migranti e si propone di realizzare un programma di inserimento socio-lavorativo in agricoltura per sei persone presso l’azienda agricola biologica Spunzola di Pianoro ed è stato ideato dal titolare di Spunzola, Paolo Ruocco, e dal gruppo di volontari dell’associazione bolognese Il Cerchio: Dalla Libia a Via Libia. Tra le attività che svolgeranno insieme ai dipendenti dell’azienda: la silvicultura, l’allevamento di pecore, la produzione di carne e l’apicoltura. Alla formazione agricola sarà affiancato un percorso di insegnamento della lingua italiana e dei fondamentali della gestione aziendale e delle basi della normativa italiana ed europea in materia di agricoltura e diritto del lavoro. Le sei persone coinvolte vivranno presso la Spunzola.

vincenzo menichella

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Credits: Agostini Lab Srl