Si cucina a casa o si ordina?

20 Giugno 2018
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MERCATO

Il volume d’affari per il cibo da asporto decuplicherà fino a 365 miliardi di dollari entro il 2030.Il cibo vero, cucinato a casa, entro un decennio potrebbe diventare un ricordo, perché sarà sostituito da pasti da asporto consegnati a casa. Non è altro che la declinazione legata al cibo della rivoluzione che internet ha sviluppato in altri settori, cambiandone i connotati (commercio, finanza, media, alberghiero, trasporti).

La banca d’affari svizzera Ubs ha recentemente prodotto uno studio dedicato con il contributo di 20 analisti in otto settori finanziari e di 13.000 interviste a esperti e consumatori di 25 paesi, oltre all’analisi le app di 350 servizi e i modelli di spesa di quasi 100.000 consumatori.

“Ordinare cibo online rappresenta la converganza tra il modo di vivere on-demand e l’economia sharing”. Secondo Ubs, accadrà quello che avvenne un secolo fa con i vestiti cuciti dalle massaie rispetto a quelli confezionati dei negozi, il prezzo del cibo in consegna è destinato a scendere sempre di più, fino ad “avvicinare quello del cibo cucinato, o anche batterlo se calcoliamo il tempo impiegato a prepararlo”.

Due sono i fenomeni che prepareranno la strada del futuro, oggi solo al “primo stadio dell’industrializzazione della produzione e consegna di cibo”. Il primo riguarda l’aumento delle “cucine centralizzate”, dove poter ridurre i costi del cibo cucinato da professionisti. Il secondo è il miglioramento della logistica di consegna, e il dimezzamento dei suoi costi “anche attraverso l’utilizzo di droni”. Strumenti di questa crescita esponenziale sono le piattaforme dedicate: Ubs cita Uber Eats, Deliveroo, Foodora, SkipTheDishes, che stanno mutando il paradigma della consegna dal vecchio “take away” ai siti dedicati, fino ai colossi che portano a casa del cliente il cibo dei ristoranti preferiti.

La crescente popolarità del fenomeno, sostenuta dai trend demografici, è anche frutto di scelte culturali: la generazione dei milennials è “tre volte più propensa a ordinare cibo dei suoi genitori, e potrebbe fare svanire l’atto di cucinare“. Così sono sempre di più i ristoranti che si iscrivono alle piattaforme di consegna (Uber Eats ha allungato la lista del 180% nell’ultimo anno), che hanno raccolto 15 miliardi di dollari di capitale iniziale negli ultimi tre anni. “Vediamo un futuro radioso per le piattaforme di consegna di cibo, che restano l’interfaccia più visitato dai consumatori”, scrive Ubs, che a conclusione delle sue analisi ha consigliato di comprare le azioni di Just Eat, Delivery Hero, Yum! Brands e Yum China, “le meglio posizionate per beneficiare di questo mega-trend”.

da Repubblica

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Credits: Agostini Lab Srl