Sacchetti bio abbiamo un problema

29 Aprile 2019
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sostenibilità

Una busta compostabile rimane integra dopo due anni, all’aria aperta tutti i materiali si riducono in frammenti che finiscono ovunque. 

Le buste “bio”, ovvero quelle fatte di quella “plastica” che per conoscenza diffusa abbiamo imparato a considerare “buona”, perchè compostabile, ovvero degradabile rispetto a quelle di “plastica” tradizionali, che per legge non dovremmo più trovare in circolazione (ma è proprio così), non hanno risolto il problema. Nessun sacchetto della spesa si degrada rapidamente nell’ambiente, neppure quelle biodegradabili o compostabili. E’ una ricerca dell’Università britannica di Plymouth, pubblicata sulla rivista Environmental Science & Technology a sostenerlo.

Anche i sacchetti “computabili” usati per la frutta e verdura al supermercato non sarebbero così sicuri per l’ambiente.

Dopo aver testato per un periodo di tre anni buste di quattro materiali diversi: polietilene ad alta densità (la plastica tradizionale da idrocarburi), plastica oxo-biodegradabile (prodotta da idrocarburi e addizionata con sostanze che ne favoriscono la frammentazione in tempi brevi), plastica biodegradabile (che si dissolve nell’ambiente al 90% in 6 mesi), plastica compostabile (che si disintegra in 3 mesi e può essere utilizzata per produrre il fertilizzante compost). Dopo aver analizzato i materiali in quattro ambienti diversi: all’aria aperta, sepolti sotto terra, immersi nell’acqua di mare e in condizioni di laboratorio, i ricercatori hanno fatto delle scoperte poco confortanti.

Nell’ambiente marino, ad esempio, la busta compostabile è sparita completamente in 3 mesi. Ma la stessa busta compostabile era ancora presente nel suolo dopo 27 mesi, anche se non poteva più contenere oggetti senza ridursi in frammenti. Dopo 9 mesi di esposizione al’aria aperta, tutti i materiali si erano disintegrati in frammenti.

“Complessivamente i nostri risultati mostrano che per nessuna delle buste si può essere certi che mostri un sostanziale deterioramento in un periodo di tre anni in tutti gli ambienti. Non è quindi chiaro se le formule oxo-biodegradabile o biodegradabile forniscano tassi di deterioramento sufficientemente avanzati da essere vantaggiosi, al fine di ridurre la spazzatura marina, in confronto alle buste convenzionali”.

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Credits: Agostini Lab Srl