Quale cibo nutre il nostro corpo?

22 Giugno 2017
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MERCATO

Avevano cominciato un po’ in sordina, soprattutto nella fascia domenicale fra le 10.00 e le 12.00 con trasmissioni del tipo “Linea Verde” o “La domenica del villaggio”e ora, con il moltiplicarsi dei canali televisivi, la presenza del cibo in TV è diventata una costante con una miriade di programmi che trattano l’argomento sotto molteplici aspetti.

Siamo circondati, televisivamente parlando, dal cibo. Dai “conduttori” (le più famose in realtà sono conduttrici) alla discesa “in campo” degli “Chef” che uscendo dalle cucine dei ristoranti approdano sui set televisivi adeguandosi inevitabilmente alla necessità di spettacolarizzare il loro onesto mestiere.

Tutto questo, per quanto possa risultare piacevole purchè consumato a piccole dosi, porta ad alcune considerazioni. La prima sensazione, un po’ sottopelle, credo sia quella di una “distorsione alimentare”. Il cibo è usato in questi spettacoli come accessorio, qualunque sia il suo contenuto, elaborato o fantasioso nella realizzazione.

Pare che il cibo non si debba mangiare ma assaggiare. Quando viene preparato in diretta allo scopo di indicare le ricette, dall’altra parte dello schermo il tutto si riduce ormai quasi sempre alla visione di come altri cucinano mentre la noia, o la pigrizia, fanno passare i suggerimenti come didascalie di riviste. Forse non è così per tutti ma con l’abbondanza della programmazione l’utilizzo diventa più che altro visivo e di intrattenimento.

C’è il sospetto che ci sia un piacere nascosto nel guardare altri far da mangiare, l’esercizio quotidiano è spesso vissuto come un imbarazzo nelle moderne famiglie. Non a caso i cibi preconfezionati, anche i semplici condimenti, sono in costante ascesa nelle vendite al supermercato. Ma spostiamo l’attenzione sugli ingredienti. La cultura proposta è quella tradizionale, se per tradizionale intendiamo gli ingredienti delle abitudini generali; per nulla leggera (e nemmeno di educazione alla salute) soprattutto nei dolci.

Carne, pesce, uova e burro a volontà, quasi a perpetrare allegramente l’ovvietà di ciò che si è sempre utilizzato. Manca, e questa è la seconda considerazione, un equilibrio fra ciò che è godimento puro (e quindi con qualche concessione al trasgressivo) e le istanze etiche, ecologiche, salutistiche che pure sono all’attenzione quotidiana di ciascuno di noi. Il concetto ormai secolarizzato che l’uomo è in cima alla catena alimentare ci ha rovinato la salute.

L’OMS lancia le sue previsioni (e il suo allarme) in orizzonte al 2030, sull’aumento drammatico delle malattie dovute al consumo di carne ma le nostre coscienze si nascondono dietro al buon momento di salute o al fatalismo. Tornando ai programmi, a volte capitano delle ricette vegetariane ma sono vissute come l’eccezione, l’alternativa di colore per tornare al più presto agli ingredienti consueti. Per la verità l’industria alimentare comincia a rendersi conto che non c’è carne per tutti. Così, in altre trasmissioni popolari si comincia a introdurre concetti nuovi sull’alimentazione: mangiare insetti. Ricchi di proteine, gustosi se adeguatamente lavorati. E dal 1^ Gennaio 2018 in libera vendita anche in Italia. Nella patria mondiale del cibo e della cucina di qualità arrivano tendenze in uso in altri paesi dove la dieta prevede anche questi ingredienti. Una silenziosa rivoluzione alimentare che sta marciando inarrestabile a favore di una dieta vegetariana/vegana in risposta alle istanze di benessere, concetto quest’ultimo liberamente allargabile anche a pace e prosperità.

Renny Elia

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Credits: Agostini Lab Srl