Le pratiche scorrette del Senatore Cappelli

27 Novembre 2019
|
MERCATO

Il garante sanziona la Società italiana sementi – Sis Spa.

L’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha concluso un procedimento avviato lo scorso marzo nei confronti della Società italiana sementi (Sis Spa), con una sanzione di 150.000 euro. La Sis, che detiene l’esclusiva sulla commercializzazione delle sementi del grano della varieta’ Cappelli, con un contratto di licenza stipulato nel 2016 con il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) è stata condannata perchè ha subordinato la fornitura delle sementi alla riconsegna da parte dei coltivatori del grano prodotto, ha ritardato o addirittura rifiutato in maniera ingiustificatamente selettiva la fornitura delle sementi ai coltivatori ed ha aumentato in maniera significativa e ingiustificata i prezzi delle sementi.

L’intervento dell’Authority, spiega l’Agcm, vuole confermare l’attenzione per la disciplina delle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agro-alimentare, per impedire che lo squilibrio tra le posizioni negoziali delle parti venga sfruttato per imporre al contraente debole, in questo caso le imprese agricole, condizioni inique.

Il grano Senatore Cappelli è una storia italiana completamente diversa. E’ una varietà di grano duro, sviluppata per aumentare la resa dei raccolti dall’ingegno di Nazareno Strampelli all’inizio del 900, che poi scelse di non brevettarla o registrarla e rifiutò privilegi che il risultato gli portava.

Siamo nella Capitanata, Foggia, è il 1906 e il marchese Raffaele Cappelli, latifondista di un’Italia agricola in cerca di sussistenza, decide di aprire un centro di coltivazione sperimentale. Il ministro dell’agricoltura interpellato suggerisce il genetista e agronomo Nazareno Strampelli, da anni impegnato nella sperimentazione dell’ibridazione e del miglioramento genetico. Non stiamo parlando di laboratori di manipolazione genetica con dotazioni tecnologiche, Strampelli aveva diretto con pochi fondi una “cattedra ambulante” a Rieti.

Per le sue ricerche gli furono concessi un appezzamento di terra scomodo e uno sgabello. Strampelli non si perse d’animo, l’obiettivo, se possibile, era dare origine a varietà di frumento resistenti alle intemperie e alle siccità specifiche.

il manifesto del concorso per la varietà di grano

Il grano Senatore Cappelli è una varietà rilasciata nel 1915 a seguito degli studi nella Masseria Manfredini di Foggia di proprietà di Cappelli, ed è stata fino agli anni 60 la varietà di frumento più coltivata in Italia, ovvero fino all’avvento dell’industria globale. Strampelli utilizzò un frumento di grano duro di provenienza tunisina (Jean Rhetifah) che gli permise di ottenere piante più alte con chicchi (granella) ricchi di proteine. La ricerca di Strampelli si incrociò con la storia dell’Italia che in quegli anni era alle prese con il sogno autarchico di Mussolini (che visitò le coltivazioni sperimenatali). Grazie anche alla sicurezza del genetista iniziò quella che venne chiamata la Battaglia del grano.

Il re, Mussolini e Strampelli visitano i campi sperimentali

In meno di sei anni Strampelli riuscì nel suo intento e l’italia, almeno per il grano diventò indipendente (con un seme tunisino). Le “sementi elette” giocarono un ruolo fondamentale e il regime volle omaggiare l’agronomo, nominandolo anche senatore. Strampelli scrisse una lettera a Mussolini declinando l’offerta, ma il regime la respinse. Malgrado la carica fosse stata ufficializzata, Strampelli continuò a dedicarsi ai suoi studi.

Il Cappelli oggi è coltivato in particolare in Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna, per la produzione di pasta di qualità, pane e pizza soprattutto bio. Dagli inizi del secolo scorso fino agli anni ’60, come spiega Wikipedia, il Senatore Cappelli ha rappresentato la base del miglioramento genetico del frumento duro ed è infatti presente nel patrimonio genetico di quasi tutte le cultivar di grano duro oggi coltivate in Italia e di numerose altre a livello internazionale. Le modeste densità di semina, la limitata fertilità del terreno ed il basso consumo di fertilizzanti contribuirono per lungo tempo ad alleviare il problema dell’allettamento associato all’elevata statura di questa cultivar.
Dopo la seconda guerra mondiale, la possibilità di produrre concimi azotati a basso costo stimolò la costituzione di varietà in grado di valorizzare la somministrazione di quantità crescenti di azoto. Inoltre, l’accresciuta disponibilità degli erbicidi ha permesso di ovviare alla minore competitività delle piante basse nei confronti delle infestanti.

Non avendo brevettato la varietà, oggi è il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) a garantire la qualità del seme certificando la produzione riconosciuta dalla legislazione sementiera e affidando in via esclusiva la commercializzazione appunto alla Società italiana sementi (Sis Spa) con un contratto di licenza stipulato nel 2016.

“L’uomo che allarga ogni giorno il suo dominio su tutto ciò che lo circonda non è padrone del tempo, il grande galantuomo che tutto mette a posto. E il tempo a me è mancato di fare tante cose che pure avrei voluto veder compiute. Le mie pubblicazioni, quelle a cui tengo veramente, sono i miei grani. Non conta se essi non portano il mio nome; ma ad essi è e resta affidata la modesta opera mia.” Nazareno Strampelli

Il testo completo del provvedimento

(foto tratte dal sito del molino Dibenedetto, in apertura Nazareno Strampelli e la moglie )

Tags: , , , , ,
Banner Content
Credits: Agostini Lab Srl