Pesticidi, il Parlamento Europeo chiede più trasparenza

28 Gennaio 2019
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sostenibilità

Approvata la relazione della commissione PEST sui criteri per le autorizzazioni

Più trasparenza per il sistema di autorizzazione dei pesticidi, più finanziamenti e più indipendenza dagli interessi dell’industria. Queste le principali novità contenute nella relazione finale della Commissione speciale PEST sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi – istituita nel febbraio del 2018 in seguito alle preoccupazioni in merito alla loro sicurezza per la salute – del Parlamento Europeo per valutare il protocollo esistente ed eventualmente la necessità di integrazioni o modifiche. La risoluzione, approvata lo scorso 16 gennaio con 526 voti favorevoli, 72 astensioni e 66 voti contrari, non ha carattere legislativo e vincolante, ma sicuramente influenzerà il negoziato in corso fra Parlamento, Commissione Europea e Consiglio in merito alle regole da fissare nei prossimi anni sul tema dei pesticidi: un incontro è già previsto per il prossimo 11 febbraio.

Il parere della Commissione speciale sostiene che l’Unione Europea ha in dotazione uno dei più rigorosi sistemi di controllo del mondo, ma anche che “sia il regolamento in quanto tale che la sua applicazione debbano essere migliorati per conseguire il suo obiettivo”. Gli eurodeputati propongono in primo luogo di rendere pubblici gli studi utilizzati nella procedura di autorizzazione di un pesticida, compresi tutti i dati e le informazioni a sostegno delle domande di autorizzazione. Durante la procedura di autorizzazione i richiedenti dovrebbero registrare tutti gli studi regolamentari eseguiti in un registro pubblico e consentire un periodo per le osservazioni, in modo che si possa tener conto di tutte le informazioni pertinenti fornite prima di prendere una decisione. La relazione, inoltre, invita l’EFSA e la Commissione a migliorare la comunicazione sui rischi allo scopo di informare i cittadini in modo “adeguato, comprensibile e facilmente accessibile”.

La relazione della Commissione speciale si è occupata anche di glifosato affermando che “l’impiego di prodotti fitosanitari ai fini di disseccamento è inappropriato”. Ha fatto pressioni, inoltre, per un rafforzamento della valutazione successiva alla messa in vendita dell’erbicida e che la Commissione si occupi di svolgere uno studio epidemiologico sull’impatto reale dei prodotti fitosanitari sulla salute. Un’altra indicazione contenuta nella relazione suggerisce un riesame sistematico di tutti gli studi sulla cancerogenità del pesticida e di stabilire limiti massimi di residui per i terreni e le acque superficiali. Altre misure di protezione consigliate dalla relazione riguardano la protezione dei gruppi vulnerabili e la proposta di un divieto di spargimento nelle vicinanze di scuole, ospedali e case di cura.

Maggiore trasparenza è invocata anche riguardo al percorso rinnovo dell’autorizzazione di una sostanza pesticida presso l’EFSA. Secondo le attuali regole i richiedenti possono scegliere uno stato membro relatore (detto RMS) uguale a quello che ha presentato la domanda per la prima volta, una pratica che espone a possibili conflitti di interesse. La relazione chiede quindi che la Commissione europea assegni l’iter di rinnovo a uno stato relatore diverso da quello che l’ha presentata in prima istanza. Sempre per garantire più chiarezza la relazione sottolinea la necessità di rendere più esplicita la responsabilità politica nell’adozione degli atti di esecuzione nell’ambito della comitatologia: in particolare in sede di comitato PAFF (che si occupa della sicurezza di alimenti, mangimi e colture) richiede resoconti precisi e chiari delle riunioni e di rendere pubblico il voto dei singoli stati.

L’esito della votazione è stato accolto positivamente dagli eurodeputati italiani. “Con il voto di oggi abbiamo messo un punto fermo: la procedura di autorizzazione – ha detto l’eurodeputata Pd e relatrice ombra del provvedimento per il gruppo S&D Simona Bonafè all’Agi – dei pesticidi nell’UE adottata fino a ora ha evidenziato gravi carenze, pertanto abbiamo chiesto alle istituzioni europee e agli Stati membri di rendere tale sistema più trasparente e totalmente indipendente dagli interessi delle industrie del settore, senza ombra di conflitti di interesse”. Soddisfatto anche Giovanni La Via, eurodeputato del gruppo FI/PPE, “Abbiamo fissato dei paletti, definendo con criteri più rigorosi l’ambito entro cui l’Europa può autorizzare l’uso dei pesticidi – afferma La Via – sottraendolo il più possibile a possibili pareri e interessi di parte, e a possibili conflitti di interesse nei panel scientifici dell’EFSA”. Di ottima notizia parla anche la co-presidente del gruppo dei Verdi Europei Monica Frassoni, che apprezza la maggior trasparenza che l’adozione del rapporto può introdurre nella procedura di approvazione, e annuncia come i Verdi “continueranno a impegnarsi per ottenere il divieto completo di tutti i pesticidi in attesa del 2022 quando si prenderanno nuove decisioni circa la possibilità di vietare o meno l’uso del glifosato”. Per Piernicola Pedicini si tratta di un importante passo avanti nella lotta alle sostanze nocive, ma per l’europarlamentare del M5S il Parlamento Europeo ha avuto “poco coraggio”, perché non sono passati gli emendamenti presentati per imporre il divieto immediato delle sostanze già classificate come tossiche per l’uomo e l’ambiente come: glifosato, nenicotinoide thicloprid, l’insetticida clorpirifos e gli interferenti endocrini ancora sul mercato. Pedicini è anche rammaricato per le astensioni al momento del voto sull’uso dei pesticidi a scopo preventivo.

La larghissima maggioranza con cui è stata approvata la relazione è sicuramente un buon segnale di cambiamento sull’attenzione che l’Unione Europea intende dedicare al problema della sicurezza dei pesticidi, anche se persistono alcune criticità soprattutto riguardo la valutazione dell’impatto in sede di autorizzazione, che viene fatta sulla base di modelli matematici spesso più ottimisti rispetto ai dati che emergono dai monitoraggi ambientali. La proposta della Commissione speciale PEST non è comunque vincolante per la Commissione Europea, bisogna capire quanto questa terrà in conto le indicazioni fornite dalla relazione quando si troverà a discutere delle modifiche da apportare al regolamento sui prodotti fitosanitari, in vigore dal 2009: il rischio è che se gli stati non dovessero trovare un accordo il compromesso sarà al ribasso. Un segnale negativo in questo senso è arrivato giovedì 24 gennaio in seno alla discussione sulle linee guida su agenti chimici e insetti impollinatori, sulle quali i Paesi membri sono ancora divisi – secondo quanto dichiarato all’ANSA da un portavoce dell’esecutivo comunitario – e non riescono a trovare un accordo sulle indicazioni proposte che l’EFSA ha fatto nel 2013. Se queste hanno permesso il blocco di tre pesticidi neonicotinoidi nel 2018, grazie ad una procedura straordinaria, al momento le discussioni sul tema proseguono e non è ancora prevista una messa ai voti del documento, e provvedimenti come quello del 2018 sembra che per il momento resteranno un’eccezione.

 

Vincenzo Menichella

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Credits: Agostini Lab Srl