Pesticidi e autismo

29 Aprile 2019
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sostenibilità

Il rischio di disturbi dello spettro autistico aumenta con l’esposizione, durante la gravidanza, a pesticidi ambientali nel raggio di 2000 metri dall’abitazione della madre.

L’esposizione prenatale aumenta il rischio di sviluppare disturbi autistici, durante il primo anno di vita aumenta il rischio di disabilità intellettiva.

Un nuovo studio scientifico della Ucla, Università di California, pubblicato dal British medical journal a fine marzo conferma il legame tra pesticidi  e disturbi autistici, già al centro di uno studio del 2014. La ricerca, condotta nella Central Valley californiana, un’area agricola dove sono sviluppati metodi intensivi, con una diffusione della patologia marcata e una particolare “comorbilità alla disabilità intellettiva”, ovvero la coesistenza di una diversa patologia.

Le relazioni ufficiali sull’utilizzo dei trattamenti e sui dati dei pazienti hanno svelato il quadro dell’esposizione allo stadio prenatale e nella prima infanzia. L’uso di pesticidi è stato misurato (libbra per ettaro) entro un raggio di 2000 metri dalla residenza. Undici principi attivi utilizzati nell’agricoltura intensiva sono stati esaminati “sulla base di precedenti prove di tossicità neuro-dello sviluppo in vivo e in vitro”, spiegano gli autori. In altre parole sono stati cercati perchè era chiaro che ci fossero.

I risultati di queste analisi mostrano che il rischio di disturbo dello spettro autistico è associato all’esposizione a diversi pesticidi presenti nell’aria: glifosato, chlopyrifos, diazinon, l’insetticida neurotossico malathion, antiparassitari e insetticidi come avermectina e permetrina.

Lo studio differenzia l’esposizione allo stadio fetale e durante il primo anno di vita. Il rischio per i bambini di sviluppare disturbi dello spettro autistico aumenta con l’esposizione durante la gravidanza a pesticidi ambientali nel raggio di 2000 metri intorno alla residenza della madre, rispetto ai bambini nati da donne della stessa regione agricola con una diversa esposizione. Soprattutto nell’interazione con clopidi, diazinon insetticida e acaricida, permetrina, fungicidi di bromuro di metile e miclobutanil.

Anche se il feto non corre questi rischi, l’esposizione allo stadio infantile aumenterebbe il rischio di disturbo dello spettro autistico del 50% “associato a compromissione intellettuale concomitante”. L’autismo è considerato un problema di salute pubblica negli Usa:un rapporto del 2018 stima che un bambino su 59 sia coinvolto, uno su 68 bambini nel 2014 e 1 su 5.000 nel 1975.

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Credits: Agostini Lab Srl