Perché l`agricoltura biologica è meglio di quella tradizionale

4 Febbraio 2019
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“II disegno di legge sugli incentivi all’agricoltura biologica, in Commissione Agricoltura del Senato nelle prossime settimane, è stato accolto da una levata di scudi da parte di oltre duecento agricoltori, ricercatori e produttori di fitofarmaci”.

(…) ai firmatari pare che non interessino i veleni immessi nell’aria, nel suolo e sugli ortaggi, ma piuttosto la difesa di un’efficiente filiera controllata da grandi gruppi più che dai singoli contadini”.  

Una risposta precisa e argomentata, ai 3 principali nodi su cui si è concentrata la critica al bio di questo periodo:  il bio produce di meno, i prodotti bio costano di più e che nel bio è ammesso l’uso di rame, potenziale inquinante.

Ad esempio, “la tesi dell’elitarietà della scelta di puntare su prodotti più puliti ma più cari viene smontata dal medesimo concetto: un prodotto con maggior sapore e apporto di oligoelementi per unità di volume, sfamerà in maniera più efficiente di uno insipido e scarso di nutrienti, con un risparmio sul bisogno, sugli sprechi e sul conto della spesa. Uno non vale uno, un pomodoro non vale un pomodoro”.

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Credits: Agostini Lab Srl