Pasti bio al prezzo di quelli normali? Gara annullata

6 Febbraio 2018
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BIOLOGICO

Il Tar Sardegna annulla il bando da oltre 10 milioni di euro per le mense delle carceri.

Impossibile fornire cibi biologici, dunque più costosi, a cifre troppo basse. Lo hanno stabilito i giudici del Tar della Sardegna annullando il bando da oltre 10 milioni di euro, spiega l’Unione Sarda, con cui il ministero di Giustizia intendeva assegnare il servizio per “l’approvvigionamento delle derrate alimentari” necessario a preparare i pasti negli istituti penitenziari dell’Isola. La gara era stata indetta dal Provveditorato Regionale della Sardegna il 6 luglio del 2017 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale quattro giorni dopo: con un importo di 9.694.339 euro (più Iva). Si voleva individuare il fornitore per tre anni dei prodotti alimentari crudi da assegnare alle mense dei penitenziari nel territorio.

A presentare un ricorso al tribunale amministrativo era stata la Saep Spa. Un secondo ricorso è stato presentato anche dalla D’Agostino s.r.L. L’importo previsto per ciascun detenuto era di 3.90 al giorno, ma il bando prevedeva che potessero anche acquistare ulteriori prodotti per 150 euro ogni settimana (e non più di 500 euro al mese). La Saep – società operante nel settore delle mense penitenziarie e fornitore uscente in diversi istituti carcerari sardi – ha impugnato il bando ritenendo che “il prezzo a base d’asta sia troppo basso in relazione al contenuto della prestazione richiesta”.

A pesare rispetto alle gare precedenti, sono naturalmente i prodotti biologici o provenienti dalla filiera controllata, inseriti per la prima volta all’interno del bando che pure ha tenuto invariato il prezzo sotto i quattro euro giornalieri. Davanti ai giudici la società Saep ha dimostrato che, con quegli importi, sarebbe impossibile soddisfare le richieste. 

“A fronte di una base d’asta giornaliera rimasta invariata – scrivono i giudici -la procedura di affidamento presenta un oggetto, per diversi aspetti, più oneroso rispetto a quello delle precedenti gare”, questo per “l’obbligo di fornire – in percentuali rilevanti – prodotti biologici o derivanti da filiere specifiche, certamente più costosi e difficili da reperire sul mercato”. Annullati gli atti della gara, il bando dovrà essere rifatto tenendo conto dei maggiori costi che le società fornitrici devono sostenere per quel tipo di alimenti.

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Credits: Agostini Lab Srl