Ok, il prezzo è giusto

17 Settembre 2017
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BIOLOGICO

Non è il biologico a costare molto, è il convenzionale a costare poco.Ogni prodotto che acquistiamo ha dei costi nascosti dal prezzo sullo scaffale. Uno studio analizza la filiera alimentare alla loro ricerca. I risultati sono sorprendenti e dimostrano che il cibo biologico è meno caro di quello che immaginiamo. Una delle principali motivazioni data dai consumatori che non acquistano prodotti biologici è il prezzo. In effetti il prezzo sullo scaffale dei prodotti biologici è sempre più alto rispetto ai prodotti convenzionali. Quando acquistiamo qualcosa pensiamo che dietro alla cifra che spendiamo ci siano i costi legati alla sua produzione. Questa logica ci spinge a pensare che l’agricoltura convenzionale sia più a buon mercato rispetto a quella biologica. Ma siamo sicuri che al prezzo corrisponda un valore reale adeguato?

Una nuova ricerca, realizzata da Eosta, Soil & More, rivela che i costi sociali e ambientali della produzione del cibo sono più alti di quelli che possiamo immaginare.True Cost Accounting in Farming and Finance, pubblicato a giugno 2017, mette a confronto l’impatto sulla salute e la società, i danni e l’influenza negativa sul clima, sulla biodiversità, sull’uso di acqua e sul consumo di suolo dell’agricoltura biologica e di quella convenzionale. Considerando questi sei elementi ricercatori sono riusciti a fare il quadro di come operano i due differenti sistemi di agricoltura.

Il rapporto analizza il costo reale della coltivazione di diversi tipi di frutta e verdura indagandone profitti e perdite prendendo in considerazione anche le esternalità positive e negative del processo produttivo, un fattore che spesso resta nascosto quando si tratta di giudicare il valore reale di un prodotto. Lo studio evidenzia come nel complesso l’impatto socioeconomico e quello sull’ambiente restano i più significanti su cui indagare, mentre per particolari categorie di frutta e verdura diventa significativo per i consumatori anche l’impatto sulla salute, a causa dei pesticidi.

Ad esempio se da diversi punti di vista le mele bio e quelle convenzionali hanno molti parametri in comune, dal punto di vista dell’impatto sulla salute la differenza è enorme. Questa è attribuibile all’ampio uso di pesticidi, in particolare nell’ultima fase della crescita, che hanno grosse conseguenze sulla salute dei raccoglitori. Secondo i ricercatori, acquistare mele biologiche permette di risparmiare ben 27 giorni di malattia ad ettaro all’anno, che tradotti in soldi vuol dire 19 centesimi di euro al chilo di valore aggiunto per le mele biologiche.

Un altro esempio è la differenza di impatto tra ananas biologici e convenzionali. Se per quanto riguarda la salute l’impatto è negativo sia per quelli biologici che per quelli convenzionali, la differenza si attesta a circa sette centesimi di euro al chilo. Mentre entrambi hanno un impatto positivo sul suolo, con performance comunque migliori per il biologico, anche la piccola differenza per quanto riguarda l’impatto negativo sul clima in realtà è significativa, acquistare un ananas biologico permette di risparmiare l’emissione di circa 125 litri di gas serra.

In tema di consumo di suolo, invece, un esempio di analisi dei costi nascosti riguarda il confronto tra pere convenzionali e biologiche. Se l’impatto della coltivazione sulla salute è negativo per entrambi i tipi di agricoltura, anche se le pere convenzionali costano 6 centesimi di euro in salute al chilo, con una differenza di 5 centesimi rispetto a quelle biologiche, per quanto riguarda il suolo le pere biologiche hanno un impatto positivo molto maggiore, quantificabile anche in questo caso in una differenza di 5 centesimi di euro al chilo. Con la sostanziale parità degli altri parametri chi acquista pere biologiche risparmia 10 centesimi per chilo di frutta acquistata rispetto a chi acquista pere provenienti da agricoltura convenzionale.

Nel commentare i risultati della ricerca il ceo di Eosta Volkert Engelsman ha sottolineato: ”Lo studio dimostra chiaramente che il cibo biologico non ha un costo eccessivo, piuttosto è il cibo convenzionale ad essere troppo a economico”.

Dare una corretta informazione su questi costi e sulle loro conseguenze sociali ed ambientali dunque permette ai consumatori di prendere delle decisioni consapevoli e che riflettano i propri valori. Secondo una ricerca presentata alla terza edizione dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile 8 italiani su 10 sono a favore dell’agricoltura biologica, ma solo 2 su 10 consumano prodotti biologici regolarmente, tra coloro già orientati ad uno stile di vita sostenibile, invece, il 52% si è dichiarato disponibile a spendere di più nel caso il prodotto sia sostenibile dal punto di vista ambientale, abbia il giusto valore e garantisca il legittimo compenso ai lavoratori.

In futuro sarà sempre più importante rendere esplicito il reale costo dei prodotti. Una maggiore trasparenza sui costi nascosti permette ai consumatori una scelta più coerente con i valori che sostengono. Una vera ecologia dei consumi è resa possibile soltanto da una reale autonomia del cliente, che deve essere messo nelle condizioni di comprendere al meglio le caratteristiche del prodotto che acquista.

vincenzo menichella

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Credits: Agostini Lab Srl