Vaccini ogm per i polli bio svizzeri

14 novembre 2018
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BIOLOGICO

Bio Suisse approva l’utilizzo di un vaccino modificato geneticamente. Ma è solo una “situazione d’emergenza”.

Un vaccino contenente un componente geneticamente modificato è stato somministrato in Svizzera a polli certificati bio. Il fatto eclatante è che la procedura è stata autorizzata da Bio Suisse, l’organizzazione con uno standard bio in alcuni punti più restrittivo dei requisiti minimi di legge (Regolamento bio europeo 834/2007 o equivalente).

Bio Suisse è inoltre proprietaria del marchio registrato Gemma, il marchio dei produttori bio svizzeri e dei loro prodotti bio, utilizzato dalle 6.423 aziende agricole ed orticole svizzere associate. Sono inoltre 923 le aziende di trasformazione e commerciali con licenza producono o commerciano alimenti a marchio.

Ai pulcini biologici svizzeri,  come ha rivelato il programma televisivo della SRF “Rundschau”, è stato iniettato un vaccino per combattere una malattia aviaria contagiosa, contenente una componente geneticamente modificata.

La notizia ha destato scalpore soprattutto perchè la vaccinazione è stata autorizzata direttamente da Bio Suisse. L’ingegneria genetica non è contemplata nell’agricoltura biologica e nello standard degli agricoltori Bio Suisse è specificato che le medicine e i vaccini non possono contenerne.

“Ci siamo trovati in un dilemma estremo: vedevamo morire migliaia di animali ed è per questo che abbiamo deciso per la vaccinazione, a tutela del benessere degli animali”,  ha provato a giustificarsi Urs Brändli, presidente di Bio Suisse che ha specificato che l’approvazione è solo provvisoria.

Spiegazioni non sufficienti per molti membri dell’associazione che hanno apertamente criticato la decisione. Secondo il rapporto della Commissione della gestione (CG) il Consiglio direttivo è infatti andato al di là delle proprie competenze, spiega la Radio Televisione Svizzera, e “non aveva il diritto di prendere questa decisione”.

“Le linee guida non contemplano purtroppo le situazioni d’emergenza, noi dovevamo agire immediatamente perché la malattia di Gumboro (detta anche bursite infettiva) si diffondeva sempre più velocemente”. Giustificazione non comprensibile, in caso di focolai infettivi è giusta prassi intervenire con soluzioni appropriate, ma non si capisce perchè poi il prodotto finisca sul mercato con la certificazione biologica.

La scelta di non informare i consumatori è giusta sostiene Brändli, “perché i prodotti con la gemma sono e rimarranno senza OGM, compresi i polli vaccinati”.

Una spiegazione che trova conferma nelle parole della veterinaria esperta di volatili Karin Kreyenbühl. “Il vaccino OGM si concentra alla base delle piume e fino alla macellazione può essere trovato in piccolissime quantità”. Gli animali siccome vengono preparati e spennati e poi dopo si cucinano, non dovrebbero contenere residui. Ma non sembra una spiegazione rigorosa.

“Bio Suisse mette in dubbio la credibilità del label, e in più volevano nascondere la cosa”. Martina Munz presidente dell’Alleanza svizzera per un’agricoltura senza OGM e consigliera nazionale PS, è molto critica. Anche il rapporto della gestione mette in discussione la politica di informazione:  “Il Consiglio direttivo ha scelto consapevolmente di non dire niente a causa della sensibilità del tema.

Il problema non tocca le aziende che commercializzano i polli incriminati, ovvero nomi del calibro di Coop (svizzera) e Migros. Migros ha deciso di non esprimersi sull’argomento, mentre Coop ha scaricato su Suisse Bio la responsabilità: i produttori si attengono alle linee guida di Bio Suisse ed è quest’ultima la responsabile dell’adattamento di queste prescrizioni.

 

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Credits: Agostini Lab Srl