Non proteggiamo i bambini dal cibo spazzatura

30 ottobre 2018
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sostenibilità

Junk food e marketing per bambini: l’Oms bacchetta le regole in Europa. Secondo uno studio pubblicato nei giorni scorsi, la maggior parte dei Paesi europei non si impegna a sufficienza per evitare che i bambini vengano bombardati dalle pubblicità del cibo spazzatura, cioè quegli alimenti ad alto contenuto di grassi, sale o zucchero che aumentano il rischio di obesità e, alla lunga, provocano problemi di salute anche più gravi.

Il rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) insieme all’Università di Liverpool e la britannica Open University, circoscrive le lacune esistenti nelle politiche nazionali, le sfide in corso e i fattori per limitare efficacemente l’impatto dannoso del marketing del food spazzatura sulla salute e i diritti dei bambini.

L’analisi dell’attuazione delle politiche nell’area europea, rileva che circa metà dei 53 paesi – macro area europea – ha adottato solo alcune misure per limitare la commercializzazione di alimenti ad alto contenuto di grassi, sale e zucchero (definiti “HFSS”, cioè ad alto contenuto di grassi, sale e zucchero) destinati ai bambini. Alcuni paesi hanno adottato norme giuridicamente vincolanti, che limitano in modo specifico il marketing alimentare HFSS sui media e in determinati orari, altri stanno tentando di affrontare la sfida del marketing digitale.

Ma sono molti gli stati che non hanno sviluppato azioni specifiche lasciando “una schiacciante preferenza per l’autoregolamentazione” direttamente da parte dell’industria alimentare e della pubblicità. Non serve il giudizio dei revisori indipendenti della ricerca per capire che questo non serva a nulla, anzi.

Il digitale. L’Oms punta inoltre il dito sull’attuazione pratica, che inevitabilmente è in ritardo rispetto la rivoluzione che negli ultimi anni stiamo vivendo nel mondo dei media e dalla natura sempre più integrata del marketing sulle sempre nuove piattaforme digitali a disposizione.

Nel maggio 2010, l’Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato all’unanimità linee guida e raccomandazioni in merito alla commercializzazione di alimenti e bevande non alcoliche per i bambini, impegnandosi a fermare l’aumento dell’obesità infantile entro il 2025. Raccomandazioni che dovrebbero sollecitare a ridurre l’impatto sui consumatori più deboli ed esposti. Nonostante la gravità della situazione l’implementazione della serie di raccomandazioni continua ad essere frammentaria.

Il rapporto offre una guida per aiutare i paesi a formulare politiche in linea con la serie di raccomandazioni. In particolare, la relazione incoraggia i paesi a considerare i seguenti punti:

La maggior parte degli sforzi si concentra esclusivamente sulla pubblicità broadcast, nonostante i bambini siano esposti alla pubblicità in diversi modi: il digital, la visualizzazione di prodotti, il packaging, il product placement e le sponsorizzazione delle grandi compagnie del cibo spazzatura. Si dovrebbe adottare un approccio più completo alla regolamentazione del marketing di questi prodotti.

Le regole esistenti in genere si concentrano sulla programmazione dedicata alle fasce di età più giovani e sulla pubblicità, senza approfondire programmi, media e tecniche di marketing a cui i bambini sono esposti senza regole. I paesi dovrebbero concentrarsi sulla definizione di politiche per ridurre efficacemente l’esposizione dei giovani consumatori, invece di approfondire politiche basate sulla classificazione di contenuti o media.

Normalmente le norme esistenti si concentrano sui bambini fino ad una determinata fascia di età (in genere 12 o 13 anni), sottovalutando i rischi per gli adolescenti. Le regole dovrebbero proteggere tutti i giovani.

Molti paesi non hanno sempre adottato sistemi efficaci per determinare categorie nutrizionali specifiche per gli alimenti commercializzati per i bambini. Ad esempio, nell’Europa comunitaria, la Commissione infatti non ha ancora applicato il regolamento 1924/2006 sui profili nutrizionali. Un vuoto normativo che consente alle multinazionali di usare claim salutistici per alimenti assolutamente non adatti.

I paesi non sono riusciti a regolamentare efficacemente il marketing nelle strategie delle aziende globali. Dovrebbero migliorare l’ armonizzazione delle regole e intensificare gli sforzi per affrontare la questione globale del marketing alimentare nei media digitali.

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Credits: Agostini Lab Srl