Non bio ma sostenibile

22 Gennaio 2018
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sostenibilità

Dopo le parole dell’assessore all’agricoltura di Trento scoppia il caso.

Trento. L’assessore provinciale all’Agricoltura, nel corso di un convegno in cui delinea il futuro dell’agricoltura trentina, sostiene che “dobbiamo liberarci dalla chimera del biologico perché non è la panacea di tutti i mali: dobbiamo puntare sulla sostenibilità”. Un territorio vocato con una tradizione ortofrutticola consolidata (mele), vigneti e una produzione orientata anche per il futuro.

Un piccolo terremoto che prelude, forse, ad un in discussione il progetto di “bio distretto” che sembrava assolutamente definito anche nell’agenda della Provincia autonoma. A dar man forte a Michele Dallapiccola, assessore della provincia di Trento, ci pensa anche l’’assessore comunale con delega per le politiche economiche ed agricole, tributi e turismo Roberto Stanchina. “Nel mercato – sostiene Stanchina – i cittadini più che ai prodotti biologici puntano l’occhio su quelli a chilometro zero”.

“Io sono d’accordo con il biologico – ha spiegato – ma attenzione che anche Apot (Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini ndr) stessa dice che la richiesta di mercato guarda di più ai prodotti a chilometro 0. Se la tecnologia oggi ci porta ad avere dei prodotti di sintesi sempre meno impattanti dal punto di vista ecologico e dell’inquinamento, è meglio continuare a trattare rame o zolfo o è meglio usare un prodotto di sintesi meno impattante?”.

Ma che cosa significa agricoltura sostenibile? “Il termine sostenibilità è vago, ma non si contrappone affatto al biologico e deve essere a tutto tondo”. Le parole di Alessandro Zanon, presidente dell’associazione ‘Trento consumo consapevole’, una realtà creata nel maggio 2017, che coordina tredici dei Gas (Gruppi di acquisto solidale) presenti sul territorio provinciale.
“Anzi, può benissimo includerlo. E probabilmente è meglio che lo includa. Il trend verso un’agricoltura bio è più deciso in altre regioni, noi stiamo rimanendo indietro. Le chiavi per uno sviluppo equilibrato sono la responsabilizzazione ambientale, dibattiti inclusivi e più sinergie tra i diversi ambiti economici”.

“Sostenibile – aveva spiegato Dallapiccola – vuol dire per sempre e per tutti. Ma questi due parametri non sono rispettati in questo momento dall’agricoltura convenzionale, nella lotta integrata ma nemmeno nel biologico perché non è per sempre e nemmeno per tutti. La strada invece che dobbiamo seguire è quella della sostenibilità”.

 

da il Dolomiti

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Credits: Agostini Lab Srl