Nasce ”F.T.Bio” , la federazione delle aziende bio in Trentino

21 Marzo 2018
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BIOLOGICO

Il biologico fa sistema.

La vocazione agricola del Trentino ha sempre trovato, nella sua eterogeneità, una forte componente attenta all’impatto ambientale ed alla qualità delle produzioni. Sono quasi 7 mila 100 gli ettari destinati all’agricoltura sostenibile, con i pascoli in netta maggioranza, 1000 ettari di vigneto, 700 di frutticoltura e tutta una serie di colture orticole. Sono 1.200 le aziende bio, divise tra produttori e trasformatori.

“Noi guardiamo oltre, al futuro, convinti di esprimere le aspirazioni di schiere di produttori, supportare gli stimoli di altrettante organizzazioni ambientaliste territoriali già esistenti” spiegano i promotori  del progetto, Maurizio Zanghielli, presidente, e il suo vice, Stefano Delugan.
La sigla F.T.Bio, spiegano, nasce per colmare un gap istituzionale creando uno strumento unitario di rappresentanza per il biologico nella provincia di Trento. S’impegna a diffondere una cultura del bio e chiarire certe incomprensioni che hanno che concorrono a vedere il biologico come una forma di ‘protezione’, un rifugio per superare certe paure inconsce.

Una federazione che opererà in massima autonomia, partendo dal coinvolgimento dei suoi oltre 200 soci ‘fondatori’ per dar vita, innanzitutto, ad una vera rappresentanza del BIO trentino. In sinergia con AcliTerra sono state gettate le basi per la Banca della Terra, per favorire gli agricoltori (anche potenziali) che non dispongono di terreni propri. L’iniziativa prevede il recupero dei terreni abbandonati e/o incolti. In questo caso l’obiettivo è quello di attivare percorsi concertati con le amministrazioni locali (comuni) per individuare terreni a bosco di neoformazione da rimettere in coltivazione. Non solo, la Federazione Trentina Agricoltura Bio e Biodinamica prevede di sviluppare contratti d’affitto con garanzie delle amministrazioni comunali, per uniformare, accorpare variegate particelle fondiarie e quindi favorire il recupero dei terreni abbandonati.

Inoltre F.T.Bio diffonderà percorsi di informazione e formazione per gli associati per condividere esperienze, terreni e attrezzature e per utilizzare anche assunzioni congiunte con salari ripartiti tra i «soci» che hanno firmato il contratto. Un altro aspetto interessante è l’occasione offerta di lavorare insieme prodotti agricoli e trasformati per poi dividerli tra le singole imprese che mettono in comune i fattori di produzione. Con le ‘reti d’impresa’ è possibile utilizzare i macchinari migliori e assumere dipendenti molto qualificati che un’impresa da sola non potrebbe permettersi, ma che invece diventano economicamente accessibili all’interno della rete.

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Credits: Agostini Lab Srl