Migranti e agricoltura

21 Giugno 2018
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BIOLOGICO

Il progetto della cooperativa sociale Coislha Bio.“Chi parte dal proprio Paese per andare altrove deve fissarsi delle priorità: imparare la lingua e un lavoro, aumentando le proprie competenze”. Non potevamo dimenticare il prezioso contributo nella nostra agricoltura di una forza lavoro che italiana non è. Senza dover ricordare i drammatici episodi che hanno rivelato all’Italia intera come una manovalanza straniera sia stata impiegata senza scrupoli all’interno delle filiere agricole che tanto ci piace considerare virtuose. Gli schiavi terrieri non sono solo a Rosarno o nei campi di pomodoro in Puglia, provate ad allungare lo sguardo, magari quando in treno passate in mezzo a terreni agricoli, osservate la manodopera piegata a lavorare. Il mondo bio, così virtuoso nelle intenzioni, non è immune a questo problema. E’ sempre un tema di prezzo o, meglio, di giusto prezzo per i contadini. 

Per fortuna, il biologico spesso riesce a mantenere alto il suo profilo etico, ed è giusto dare risalto alle iniziative che riescono ad integrare obiettivi sociali. Come a Padova dove dieci persone, fra operatori, richiedenti asilo e tirocinanti partecipano a Coislha Bio, progetto dell’omonima cooperativa sociale che opera nel campo dell’agricoltura biologica con diversi servizi utili.

«Dopo i primi dodici mesi il bilancio è sicuramente positivo” spiega Paolo Raffaelli, coordinatore della cooperativa Coislha. “Nel terreno di via Righi abbiamo coinvolto nella coltivazione, raccolta, vendita diretta e distribuzione dieci persone fra cui tre in percorsi di accoglienza, tre in inserimento lavorativo e quattro operatori. Storie diverse accomunate da esperienze difficili che adesso hanno la possibilità di acquisire competenze professionali e umane, percependo un reddito dignitoso».

La testimonianza di Bright, 32enne nigeriano, sarà una di quelle che verranno raccontate sabato 23 giugno quando Coislha aprirà le porte alla cittadinanza per festeggiare il primo anno del progetto di agricoltura sociale in contesto urbano, che incentiva l’agricoltura sociale, biologica e a chilometro zero.

Un’iniziativa che permette a uomini e donne con storie differenti alle spalle di condividere il proprio tempo e portare avanti insieme un’esperienza da ‘agricoltori in città’. Risale al giugno 2017 la firma della convenzione con cui il Comune di Padova, proprietario del terreno di circa un ettaro, dato in comodato d’uso per sei anni alla cooperativa.

Coislha

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Credits: Agostini Lab Srl