Mense scolastiche, ma il bio dov’è?

2 Febbraio 2020
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BIOLOGICO

Aiab contesta le scelte del ministero della Salute.

“Una follia”. Senza mezzi termini l’Associazione per l’Agricoltura biologica Italiana (Aiab) critica le nuove linee guida per la ristorazione scolastica, emanate dal ministero per la Salute

“Imparare a mangiare rispettando la propria salute e anche quella del pianeta è una priorità assoluta – commenta Antonio Corbari, presidente di AIAB – e la scuola ha una grandissima responsabilità perché è lì che i bambini possono imparare il valore del cibo e il suo rapporto con l’ambiente. Senza poi considerare gli effetti benefici che può avere l’assunzione, sin dalla giovane età di alimenti più sani coltivati con metodo biologico”.

Nel documento si parla di rispettare le caratteristiche merceologiche degli alimenti previste dai Criteri Ambientali Minimi (CAM), spiega Aiab, ma il biologico è trattato in modo confuso, non ne viene riconosciuto né il valore nutrizionale definito un falso mito, né la sicurezza alimentare data da assenza di residui e di pesticidi, non viene inoltre riconosciuta la garanzia della certificazione e il contributo ambientale di lotta ai cambiamenti climatici.

Non è la stessa cosa parlare di prodotti tipici, di filiera corta, di produzione integrata e di produzione biologica, è profondamente sbagliato metterle sullo stesso piano soprattutto poiché il servizio è destinato a una fascia di popolazione più fragile per età o per motivi di salute.

E’ proprio la mancanza di un chiaro ruolo per il bio, uno dei punti critici. Viene ignorato il lavoro svolto in tutti questi anni da Comuni, Enti Pubblici Istituzioni, Associazioni del Bio, Commissioni, Ministeri stessi per definire e promuovere un modello di ristorazione collettiva sano, sostenibile e legato al territorio e certificato, in linea con le indicazioni europee in tema di sostenibilità. Viene di fatto scarsamente valorizzata la legge sulle “Mense biologiche certificate”, la prima iniziativa che ha investito economicamente in questa direzione, riconoscendo il lavoro svolto nel nostro paese da Comuni, genitori, cuochi e produttori e confermando e valorizzando l’azione dei CAM.

Anche nei criteri di valutazione, continua il comunicato di Aiab, troviamo elementi confusi come quelli etico-culturali identitari del territorio senza citare quali siano gli strumenti di certificazione e controllo.

Anche dal “fronte vegetariano” si sono mosse critiche al ministero, perchè scoraggia le scelte alimentari vegane e vegatariane, sempre più preferite dagli italiani, fissando l’obbligo di certificazione medica per poter avere un pasto in una mensa scolastica, in un ospedale, in un ricovero per anziani (Lav).

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Credits: Agostini Lab Srl