Medicina tradizionale cinese per gli allevamenti bovini

30 Ottobre 2019
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MERCATO

La Cina oggi recupera una tradizione millenaria, per un mercato che cerca un prodotto di qualità.

Oggi gli allevamenti di bestiame sono sotto i riflettori e la percezione che sia uno dei sistemi produttivi più insostenibili è sempre più diffusa. Al primo posto sicuramente l’impatto ambientale, i grandi allevamenti industriali sono oggi i primi imputati per la produzione di quei gas serra responsabili dei cambiamenti climatici. La produzione intensiva di cereali, utilizzati come mangimi, ha sostituito i pascoli verdi, creando gravi disequilibri ambientali e restituendo una qualità della carne e del latte sempre più scarsi. Inoltre c’è il problema del benessere degli animali, nei grossi allevamenti la quantità di antibiotici utilizzata, spesso a titolo preventivo, è tale che i consumatori sono sempre più attenti alla qualità della carne e del latte che acquistano.

La Cina, che agli occhi dei consumatori italiani continua spesso a rimanere l’emblema di una produzione alimentare industriale e quindi scarsa, oggi è invece uno dei mercati più dinamici e con una capacità di acquisto che si riflette sulla qualità dei consumi. Dopo anni di forte produzione agricola intensiva che hanno eroso e spento ogni elemento vitale del suolo, la nuova domanda di benessere sta trovando risposte nella millenaria tradizione curativa che aveva trovato applicazione anche in ambito veterinario.

In occasione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte, che si è conclusa da poco a Cremona, un prezioso workshop organizzato da Ruminatia ha permesso di approfondire il tema insieme con Zhang Guozu, ex professore in Animal Science presso la Zhengzhou University e CEO della Henan Kangxing Pharmaceutical Co., Ltd, e Kaijun Guo, direttore del Dipartimento di Scienze zootecniche dell’Università di Pechino. La Cina, come scrive Ruminatia, sta oggi cercando di ridurre l’uso dei farmaci e l’impatto ambientale dell’allevamento, e sta quindi puntando sull’utilizzo della medicina tradizionale cinese.

La dimensione degli allevamenti continua a crescere oggi sono 5 milioni i bovini allevati in 4000 aziende di grandi dimensioni. Anche la produzione sta aumentando: nel 2017 la produzione media per vacca è stata di 7 tonnellate, mentre nel 2018 alcuni allevamenti sono arrivati a 9 tonnellate. Inoltre, la qualità e la sicurezza del latte sono state migliorate per raggiungere un nuovo livello in grado di soddisfare le richieste dei consumatori.

Tra le problematiche il basso tasso di concepimento e ma soprattutto l’uso di antibiotici. L’utilizzo e la presenza di residui di antimicrobici sono infatti molto alti e il Ministero dell’Agricoltura sta lavorando per limitarli. Per questo motivo la richiesta di latte biologico in Cina è in crescita continua. Le fasce di popolazione con un reddito maggiore scelgono prevalentemente questa categoria di prodotti.

La medicina veterinaria cinese e le applicazioni della medicina tradizionale cinese (TCM) nel settore delle bovine da latte risulta efficace, sicura e utile per ridurre l’uso degli antibiotici e la presenza di residui negli alimenti e nell’ambiente, nonchè per la produzione del latte biologico.

La medicina veterinaria cinese è un ramo importante della medicina tradizionale cinese e viene utilizzata da oltre 1000 anni. I principali metodi utilizzati nella prevenzione e nel trattamento delle malattie sono la TCM e l’agopuntura. La Medicina Tradizionale Cinese può essere utilizzata sia per la cura che per la prevenzione, ma anche per migliorare la qualità delle produzioni animali. La TCM si basa su un concetto olistico per cui uomini, animali e ambiente sono un’unica cosa. Deriva essenzialmente dalla medicina botanica naturale ed è quindi definita anche “fitoterapia“. Le preparazioni possono essere sia liquide che in polvere. In particolare, l’utilizzo delle polveri ultrafini si sta rapidamente diffondendo perchè aumenta la biodisponibilità, riduce il costo dei farmaci e facilita le cure cliniche.

Il video del convegno di Ruminatia

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Credits: Agostini Lab Srl