L’Italia del bio

3 settembre 2018
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MERCATO

I numeri sono molto positivi ma cambia lo scenario competitivo nazionale. A pochi giorni dall’inizio del Sana, a Bologna, cominciano a girare i numeri che certificano la splendida realtà che è diventata il biologico italiano. La crescita nei primi 5 mesi del 2018 conferma il traino che il mercato sostenibile fa per tutto il food nazionale (+10,5% rispetto al +2,8% del settore agroalimentare, come rileva Nielsen).

L’anno che si è chiuso è stato di grandissimo impatto, con un’evoluzione negli stili di acquisto grazie alla gdo – iper (+14%) e super mercati (+18%) – e sebbene la distribuzione dei consumi lungo la penisola continui a vedere una differenza tra nord e sud,  9 famiglie italiane su 10 hanno acquistato durante l’anno un prodotto certificato (fonte Ismea).

I prodotti maggiormente interessati sono ortaggi (+11,5%) e frutta (+18,3%). Crescita di assoluto rilievo anche tra il vino che, grazie alle vendemmie successive al regolamento europeo  e altri, che seppur partiti con ritardo, mostrano performance di tutto rilievo: vino (+109,9%), le carni fresche (+65,2%) e trasformate (+35,4%) che dopo la flessione degli anni scorsi hanno segnato una ripresa di grande valore, oli e grassi vegetali (+41,1%).

Il 47% degli italiani consuma biologico almeno una volta a settimana (nel 2017 il 78% delle famiglie italiane ha acquistato in almeno un’occasione un prodotto bio, mentre il numero di famiglie acquirenti è cresciuto di 1 milione), seguendo le anticipazioni su Repubblica dei dati di Nomisma che verranno presentati al Sana.  Ma se in famiglia ci sono figli di età inferiore ai 12 anni la percentuale sale al 56%, mentre  al 67% quando ci sono componenti vegetariani e vegani, segnalando una saldatura tra bio e veg che sarà interessante vedere come si evolverà negli anni futuri.

Se salute e sicurezza rappresentano sempre la principale motivazione d’acquisto, la provenienza rimane un criterio di preferenza (76%), anche il packaging sostenibile attira il consumatore (60%).

Il bio al supermercato. Nel corso di quest’ultimo anno si evidenzia una flessione nelle vendite nei canali specializzati a vantaggio di un importante incremento nelle vendite nella gdo. Secondo gli analisti è merito dello sviluppo finalmente di assortimento tra gli scaffali (+18%), un modo più comodo e conveniente di acquistare i prodotti certificati.

Uova, gallette di cereali soffiati, confetture e spalmabili a base frutta, bevande vegetali sostitutive del latte, olio extravergine d’oliva, latte fresco, pasta, frutta secca sgusciata, yogurt intero, biscotti sono, nell’ordine, i prodotti maggiormente acquistati nella gdo, e prende quota, nell’ultimo anno, anche la categoria verdura di IV gamma.

Grazie alla gdo, anche fuori dal contesto alimentare il bio ha segnato importanti risultati. La cosmesi naturale – circa 1 miliardo di fatturato secondo i dati di Cosmetica Italia e Ermeneia –  vale 440 milioni realizzati dal canale delle erboristerie che rappresenta il 4,4% dei consumi totali.

Consumi, quando si parla di biologico l’Italia risulta divisa in due: con il Nord della penisola che esprime il 64% della domanda di prodotti bio e il Sud che ne rappresenta solo l’11%, pur essendo l’area del Paese da cui proviene gran parte della produzione certificata.

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Credits: Agostini Lab Srl