L’incrocio naturale non può essere brevettato

20 Settembre 2019
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Ma sono 80 i brevetti riconosciuti dalla Ue.

A distanza di 3 anni, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che condanna ancora l’European Patent Office (l’ufficio brevetti Ue) per la decisione di aver concesso il brevetto a prodotti “quali piante, sementi, caratteristiche autoctone e geni” ottenuti mediante procedimenti biologici. Prodotti che dovrebbero essere esclusi dalla brevettabilità, perché la selezione vegetale è un processo innovativo da sempre praticato dagli agricoltori.

Bene, tutto risolto? Niente affatto. La vicenda è complessa. La risoluzione 2019/2800 segue quella già presa nel 2015, che contestava la decisione del 25 marzo 2015 del Consiglio d’Appello dell’Ufficio europeo dei brevetti, che ha concesso i primi brevetti sui pomodori (G0002/12) e sui broccoli (G0002/13) ottenuti con tecniche di coltivazione convenzionale.

Come ha spiegato l’Ufficio brevetti, la direttiva Ue 44/1998 chiarisce che i metodi biologici per la produzione di piante, come l’incrocio, non possono essere brevettabili. Ma non lo fa per le piante che ne derivano e i relativi prodotti – un frutto, un ortaggio o un seme – che, quindi, potrebbero ottenere una protezione a livello europeo. Ma dal 2017, spiega il Sole 24 Ore, con la posizione dei 38 Stati firmatari della Convenzione sul brevetto europeo, che non consente di brevettare i prodotti ottenuti con metodi tradizionali, l’Epo spiega di non ammettere più nuove domande di brevetti vegetali frutto di incroci convenzionali. Nessuno dei 38 Stati firmatari della Convenzione sul brevetto europeo, permette di brevettare i prodotti ottenuti con metodi tradizionali.

Il Parlamento afferma nella risoluzione che i prodotti – quali piante, sementi, caratteristiche autoctone e geni – ottenuti mediante procedimenti biologici, dovrebbero essere esclusi dalla brevettabilità, perché la selezione vegetale è un processo innovativo, da sempre praticato dagli agricoltori. “Un accesso libero alle informazioni e al materiale vegetale biologico – hanno spiegato gli europarlamentari – è essenziale per stimolare l’innovazione e la competitività nei settori dell’allevamento e dell’agricoltura, per sviluppare nuove varietà, migliorare la sicurezza alimentare e affrontare il cambiamento climatico».

“E’ inaccettabile imporre brevetti su piante e semi ottenuti da secoli tramite processi essenzialmente biologici – ha spiegato  Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura dell’Eurocamera  – come invece vorrebbe imporre l’Ufficio europeo dei brevetti nel caso di pomodori e broccoli. Per questo come Parlamento europeo abbiamo oggi respinto a grande maggioranza quella decisione”, in una risoluzione non legislativa.

De Castro, intervenendo nel dibattito all’Assemblea plenaria, ha chiesto al commissario responsabile, di “intervenire al più presto su una decisione contro cui il Parlamento europeo si batte dal 2015, ristabilendo la certezza giuridica necessaria”.

Miglioramento no ogm. “L’Europa non può permettere che la disponibilità di materiale vegetale venga limitata – ha continuato De Castro – mettendo a rischio la capacità di operare dei nostri laboratori di ricerca, con pesanti ripercussioni sulla sostenibilità della nostra agricoltura e della salute dei cittadini europei. Senza contare che l’unico modo per ridurre ancora di più l’impatto ambientale nel settore  agricolo, è agire sull’innovazione e il miglioramento varietale non-Ogm”.

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Credits: Agostini Lab Srl