Le api con gli alveari di plastica

5 Giugno 2019
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Una storia per la giornata mondiale dell’ambiente.

La natura modifica i suoi comportamenti. Nonostante sia evidente e documentato l’impatto disastroso della plastica sulla biodiversità e sulle specie animali, non sappiamo molto sulla flessibilità comportamentale della natura e sugli adattamenti delle specie, in particolar modo degli insetti, in un ambiente invaso dalla plastica. Forse è meglio così: è un argomento che potrebbe essere strumentalizzato e diventare un perfetto alibi.

Con grande imbarazzo dell’intera razza umana, alcuni scienziati hanno trovato un nido di api fatto di buste di plastica in Argentina. Stando ai ricercatori, il nido di plastica comporta un tasso di sopravvivenza più basso per le api.

Uno studio del 2013 aveva già evidenziato la degenerazione endemica della plastica e il tentativo di adattamento di una impollinatrice della famiglia della Megachilidae,

Il volto di una femmina di Megachile campanulae.

quelle che solitamente definiamo api sebbene non siano addomesticate per la produzione di miele: le Megachile campanulae.

I ricercatori hanno piazzato “hotel” per api selvatiche solitarie—strutture fatte di lunghi tubi cavi dentro i quali le api possono costruire il nido per le loro larve—nella primavera ed estate del 2017 e del 2018. In genere, queste api creano il nido dentro ai tubicini usando fango, foglie, frammenti di pietra, petali, resina degli alberi e qualsiasi altro materiale riescano a procurarsi.

Rispetto agli altri due nidi che i ricercatori hanno esaminato, che erano fatti di materiali naturali, le api di questo avevano un tasso di sopravvivenza più basso. Una delle celle conteneva una larva morta, un’altra sembrava aver ospitato un adulto che ha poi abbandonato il nido e la terza era incompleta. 

 

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foto credit: Spinus.net

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Credits: Agostini Lab Srl