L’autonomia alimentare cambierebbe il mondo

11 Dicembre 2019
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L’autosufficienza riduce la nostra impronta ecologica? Quali sono le differenze in termini di sostenibilità tra diete onnivore, vegetariane e vegane?

Il lavoro di ricerca di Giordano Stella sviluppa un modello di produzione alimentare per cercare l’autosussistenza, da l’Italia che cambia.

Quanto terreno serve mediamente per l’autonomia alimentare annuale di una persona? Come progettare un insediamento finalizzato al raggiungimento dell’autonomia alimentare? Realizzare l’autonomia alimentare implica anche la riduzione dell’impatto ambientale?

Come è evidente la dieta vegana è di gran lunga la più sostenibile utilizzando poco più di un terzo del terreno necessario per l’autonomia alimentare in una dieta onnivora. Questo si spiega facilmente se si considera che carne, uova, latte e latticini, considerando gli stili di vita alimentari attuali degli italiani, impattano complessivamente per il 63,8% del terreno necessario all’autosufficienza alimentare (rispettivamente 39,4% latte e latticini, 20% carne, 4,4% uova).

Un altro dato molto interessante emerso dal nostro lavoro è che l’autonomia alimentare, prendendo in considerazione una dieta onnivora, riduce l’impronta ecologica alimentare del’8% rispetto a quella media mondiale e del 47% rispetto a quella di un italiano medio. Tutto questo senza considerare la diminuzione degli impatti derivanti dall’utilizzo di un’agricoltura biologica e dalla riduzione dei trasporti delle derrate alimentari connessa alla rilocalizzazione delle produzioni. Tali risultati sono dovuti prevalentemente alla riduzione degli sprechi alimentari connessi con questa modalità di produzione e trasformazione. 

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Credits: Agostini Lab Srl