L’appeal delle verdure

1 Luglio 2017
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MERCATO

Uno studio condotto direttamente nelle mense della Stanford University, ha svelato come migliorare i consumi di verdure.

Scegliere nomi ammiccanti e poco ortodossi ha aumentato le vendite dei piatti di verdure del 25%. Rigorose e salutari definizioni, come “integrale”, fanno scendere l’interesse dei giovani.

La ricerca, condotta durante il periodo autunnale, stagione più generosa per le verdure meno apprezzate soprattutto tra gli studenti, prevedeva l’utilizzo di un nome diverso ogni giorno, a rotazione, per la stessa insalata. Ad esempio le carote, un giorno venivano presentate nel menu nella versione base, semplicemente “carote”, il giorno successivo con una versione “salutare restrittiva” diventavano “carote con condimento al limone senza zucchero”, il terzo, con una formula “salutare positiva” erano “scelta smart alla vitamina C di carote e limone”, il quarto giorno, nella versione più seducente si trasformavano in “fili di carote glassate al limone”. Lo stesso metodo è stato applicato ad un’ampia scelta di verdure che ruotavano durante la settimana. Ogni giorno i ricercatori hanno verificato quanti  studenti sceglievano i piatti e, a fine pasto, hanno verificato i consumi e gli scarti.

I nomi più strani hanno attirato un interesse maggiore, rispetto alla denominazione base, del 25%, rispetto al “salutare restrittivo” del 41% e, rispetto il “salutare-positivo” del 35%.

“Quando la maggior parte delle persone devono scegliere cosa mangiare, sono condizionate dal sapore”, ha spiegato alla bbc Brad Turnwald, uno dei ricercatori dello studio pubblicato sul JAMA Internal Medicine. “Gli studi confermano come la gente sia convinta che il cibo salutare sia meno appetitoso – conferma Turnwald -; le etichette e i nomi dei cibi e dei piatti, possono condizionare la nostra esperienza sensoriale”.

Ma la questione non si risolve così facilmente. Come conferma alla BBc la prof.ssa Heather Hartwell dell’Università di Bournemouth, che ha curato la ricerca VeggiEat finanziata dalla Ue, “nessuna strategia funziona per tutti, anche se ci sono molti modi per aumentare il consumo di vegetali”. Ad esempio per molti consumatori, la consapevolezza di cibi sani rappresenta un fattore di scelta. In altri casi si possono trovare delle alternative “poco ortodosse”. Un cibo sano, presentato in modo seducente o “gourmet” può facilitare l’acquisto. “La scelta è una cosa veramente complessa, ma questo studio suggerisce che dare alle verdure un’ “etichetta” indulgente può aiutare a sollevare la loro considerazione”.

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Credits: Agostini Lab Srl