L’apicoltura fa uscire

27 Marzo 2020
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sostenibilità

Una nota del ministero della Salute chiarisce che è possibile, anche per chi non lo fa in modo professionale, accudire api e arnie.

Il dubbio degli apicoltori per passione, se si potesse o meno uscire dalla quarantena per seguire le arnie è stato chiarito. Il ministero della Salute con una nota inviata alle associazioni apistiche e alle autorità veterinarie ha chiarito che anche chi ha alveari per autoconsumo può recarsi in apiario, come scrive agronotizie.

Gli apicoltori hobbisti sono tutti quelli che hanno le api per passione e per autoconsumo e non per lavoro, cioè tutti quelli che, pur avendo le api regolarmente denunciate all’Anagrafe apistica nazionale, non hanno una partita Iva dedicata.

Secondo la nota, allevare api anche per autoconsumo, è da ritenersi una attività zootecnica destinata alla produzione di cibo e la mancata gestione degli apiari rischia di causare la perdita dell’intera produzione di miele primaverile-estiva. Inoltre una mancata gestione degli alveari ‘di casa’ può portare anche a problemi sanitari tali da compromettere le altre colonie di api presenti sul territorio, comprese quindi quelle di chi lo fa per lavoro.

Come fare. Gli apicoltori hobbisti per recarsi in apiario dovranno compilare il modulo di autocertificazione spuntando la voce necessità e portando con sé la copia della denuncia all’Anagrafe apistica nazionale che prova l’esistenza e la collocazione dell’apiario. Per chi esercitasse l’attività a livello professionale, è sufficiente compilare il modulo di autocertificazione specificando “comprovate esigenze lavorative” che possono essere verificate con la denuncia all’Anagrafe apistica nazionale e l’attestazione della partita Iva.

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Credits: Agostini Lab Srl