L’agroforestazione, gli alberi in agricoltura

16 Settembre 2019
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sostenibilità

Piantare un albero è un simbolo di pace, un gesto civico ed è anche un modo di coltivare: è uno strumento agro-ecologico.

Lo dimostra un interesse sempre più grande in Europa e nel mondo da parte della ricerca e degli agricoltori che hanno fatto la scelta di ripiantare gli alberi e coltivare con loro..

Durante una visita aziendale prevista da un corso che ho seguito con altre 30 persone, l’agricoltore ci ha chiesto qual’era secondo noi la prima azione da svolgere per coltivare un terreno. Come per buona parte del gruppo, il mio primo pensiero “preparare il suolo alla piantumazione o alla semina”. Ma la risposta giusta è disboscare. In effetti l’Italia, come la maggior parte dei paesi europei, era un tempo coperta di boschi e i popoli, per rendere coltivabile o pascolabile delle parcelle di terreno, hanno per prima cosa disboscato, cambiando totalmente il paesaggio e rendendolo come lo vediamo oggi.

In un altro corso ci è stato chiesto di disegnare un albero. Pochi di noi hanno allora pensato di disegnare l’albero con le sue radici. Perché cosa sarebbe un albero senza il suo apparato radicale? È in effetti grande quanto la chioma, è la parte che non vediamo ma non va dimenticata.

L’albero fa parte di un sistema, è un elemento che svolge diverse funzioni che devono essere valorizzate. Innanzitutto è una nicchia per gli uccelli e gli insetti ausiliari e permette di aumentare la diversità faunistica in un campo agrario. Più un sistema è diversificato più è resiliente. Piantare degli alberi permette l’infiltrazione dell’acqua, fattore indispensabile per una corretta gestione dell’erosione. Il sequestro di carbonio è un altro servizio che valorizza l’albero in tutte le condizioni in cui è piantato. Le foglie cadute e le radici morte apportano della biomassa (sostanza organica e minerali) al suolo, attivando una serie di processi che rendono il suolo sempre più fertile. Lo scambio di informazioni con le altre piante tramite le radici è rilevante sia per l’interazione tra i microrganismi del suolo sia per le sostanze che vi si scambiano. Gli alberi portano anche ombra, sempre gradita per chi lavora in campagna. Infine, il legno ricavato dalle potature è una risorsa non trascurabile che può essere utilizzato come cippato, legna da ardere o legna da costruzioni.

In base alla specie dell’albero piantato si troveranno diverse funzionalità.

In effetti, una siepe può essere frangi-vento ma essere anche costituita di piante che fruttificano. Oppure l’imboschimento può essere di alberi autoctoni quando la parcella è coltivata per la biodiversità e il sequestro del carbonio: lo sostiene economicamente la misura 8.1.01 del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020.

Un altro esempio è la foresta commestibile, o food forest, che sarà progettata con degli alberi e arbusti da frutto: questo complesso sistema è un giardino creato secondo il modello del bosco naturale con tre strati di vegetazione (alberi, arbusti, erbacce), molto diversificato, traboccante di varie piante commestibili.

Integrare gli alberi è un passo verso il futuro. L’agroforestazione permette un’integrazione degli alberi nella zona di coltivazione dei terreni. Con questo metodo agro-ecologico, tutte le funzioni dell’albero vengono svolte, dall’aumento di biodiversità alla ricavo di biomassa. Uno dei concetti base per la coltivazione di cereali tra filari di alberi vi è il fatto che d’inverno l’ombra non è presente, mancando le foglie, e ciò permette lo sviluppo delle coltivazioni come per esempio è il caso del grano seminato in autunno.

Certamente, l’agricoltore deve accettare di produrre meno ma di migliore qualità e creando un sistema fertile a lungo termine. Lo ha fatto Christophe Piquet, produttore di carne bovina e di cereali in agricoltura biologica della Mayenne in Francia, piantando circa 1000 alberi in filari tra coltivazioni di cereali e di pascolo per i bovini. L’azienda Casaria nel Veneto4 è un esempio e un modello nel settore dell’agroforestazione che oltre alle funzioni già citate valuta anche “l’aumento della produttività complessiva, l’aumento del carbonio stoccato nei terreni e, ultimo ma non ultimo, un netto miglioramento del paesaggio aziendale”. Anche l’orticoltura è possibile tra filari degli alberi e lo dimostra Denis Flores nel Gard, vicino ad Alès.

 

In Europa, si sviluppano quindi le aziende che scelgono l’agroforestazione. La sottomisura 8.2 “Allestimento di sistemi agroforestali” del PSR 2014-2020 è disponibile per dare un aiuto economico in Italia per le aziende che vogliono fare questa scelta nelle seguente regioni: Basilicata, Marche, Puglia, Umbria e Veneto.

In alcune parti del mondo, piantare gli alberi è un’azione per vincere contro la siccità e l’avanzamento del deserto. La creazione di barriere vegetali cambia il microclima grazie all’evapotraspirazione, ossia la traspirazione delle piante. Sono ormai noti diversi esempi in Cina e ai confini del Sahara.

Gli alberi giocano un ruolo fondamentale per il futuro. Gli agricoltori oltre a essere produttori di beni di consumo lo sono anche di servizi ecologici. Vanno supportati nei loro progetti che garantiscono sostenibilità economica e ambientale.

Lauriane Borget

 

 

 

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Credits: Agostini Lab Srl