L’agroecologia, originale alternativa

6 Luglio 2017
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sostenibilità

Siamo in Normandia, vicino a Rouen. La ferme du Bec-Hellouin è un esempio di azienda dove agricoltura biologica fa rima con produttività e armonia, dove l’ecologia e il benessere sono al centro di tutte le azioni. Perrine e Charles Hervé-Gruyer hanno iniziato quest’avventura con un terreno poco fertile e poche conoscenze nel settore. Sono diventati contadini con pochi strumenti agronomici ma con rigore e perseveranza, la loro visione diversa del mondo e la convinzione che, come tutti gli essere viventi, le piante crescono sane in un ambiente sano.

In dieci anni hanno creato con talento questo grande giardino dell’Eden sperimentando sempre nuovi metodi di produzione, inspirandosi ai principi di permacultura e di agroecologia, applicando le tecniche di orticoltura bio-intensive promosse da Eliot Coleman. Perché, oltre al biologico, hanno immaginato questo grande giardino molto produttivo, che lo spazio creativo in cui vivono, lavorano, insegnano e fanno lavorare altre persone.

Le difficoltà sono state numerose, soprattutto all’inizio, ma la realizzazione del loro progetto è stata possibile perché hanno seguito il loro istinto. Trazione animale, giardino mandala, foresta commestibile, microclima, associazione di colture, micro-agricoltura bio-intensiva, nessuna lavorazione in profondità del terreno e coltivazione di varietà antiche: sono alcuni esempi delle opere e dei metodi applicati in azienda.

La vita del suolo e la preservazione della biodiversità sono viste come parti integranti della produzione. L’originalità. di questi metodi può sorprendere. Il ridimensionamento delle superfici usuali in una micro-azienda, non significa che si produca meno. Anzi, i metodi usati sono molto produttivi, a volte anche più di quelli tradizionali.

Oltre ai metodi di agricoltura biologica, si è creato il movimento di agroecologia, le cui fondamenta sono l‘ecologia e la sostenibilità economica e sociale. “Un éveil des consciences”, “un risveglio delle coscienze” direbbe l’autore francese Pierre Rabhi, famoso per i suoi generosi racconti sul movimento di agroecologia e per l’emblematica associazione Colibris.

In Francia come in altri paesi nel mondo, un vento di profondo cambiamento dei nostri metodi agricoli si fa sentire. L’agricoltura biologica ha dimostrato i suoi limiti di sostenibilità economica e sociale: i metodi non dovrebbero essere soltanto una copia di quelli convenzionali senza uso di veleni e concimi chimici. Si può andare oltre, promuovendo un agricoltura che preservi gli ecosistemi e interagisca con la produzione stessa. Il suolo non é più visto come un supporto alle piante da sfruttare ma come un ecosistema con cui collaborare. La dimensione ecologica si definisce come capacità di preservare la biodiversità e gli ecosistemi.

L’azienda diventa un luogo dedicato alla salvaguardia delle specie autoctone con l’uso delle sementi non ibride. Oltre al risparmio, il recupero dei semi dalla coltura rende le piante successive più resistenti e contribuisce alla sovranità alimentare e alla biodiversità. Perché lasciare un terreno incolto ad impoverirsi ed erodersi, privandolo di equilibrio? C’é la possibilità di coprirlo, una copertura vegetale che lo arricchisce di materia organica, stimola la vita del suolo, ne migliora la struttura e di conseguenza aumenta la produzione di piante sane e di qualità. Quando si applica l’associazione di piante si verifica un incremento della salute globale del campo e delle produzioni. Per ottimizzare lo spazio diverse colture si possono sovrapporre, per esempio usando delle file strette di piante che crescono a diverse velocità.

Perché coltivare su campi a numero di ettari infiniti e sventrare la terra usando macchinari costosi e inquinanti? La micro-azienda può produrre meglio e di più, rispettando l’ambiente e facendo lavorare con dignità le persone. Il risparmio delle energie fossili sfida la manualità e l’intelligenza con il ritorno di metodi e strumenti tradizionali. Il lavoro diventa una filosofia di vita, una ricerca permanente di metodi sempre più coerenti con l’ambiente che ci circonda.

L’agroecologia reinventa il lavoro agricolo. Il contadino usa il sapere ancestrale, una volta dimenticato, con intelligenza e metodologia. Questo sapere viene attualizzato con la creazione di nuovi strumenti moderni ma sempre manuali.

La produzione deve permettere all’azienda di essere economicamente autosufficiente. In effetti, per dimostrarlo, la ferme du Bec-Hellouin si . prestata ad uno studio economico condotto dall’istituto SILVA e dall’unit. di ricerca SADAPT (INRA-AgroParisTEch). Dal 2011 al 2015 le colture su 1000m. di cui 400m. in serra sono state monitorate permettendo di definire le performances economica e ambientale di questa superficie coltivata con le tecniche applicate in azienda. Il volume d’affare è cresciuto durante gli anni di studio, grazie all’aumento in particolare delle competenze e delle ore di lavoro.

Le conclusioni dimostrano che il volume d’affare su questa parcella permette di remunerare un dipendente a tempo pieno, tenendo conto di investimenti e contributi. I risultati sono relativi all’ambito aziendale, questi 1000meri quadrati studiati sono strettamente correlati con le colture circostanti, perché l’agro-sistema è unito. Inoltre, anche l’estetica é molto importante, e non solo perché aumenta il rendimento.

Si tratta di rivedere completamente la nostra visione del territorio, essere un contadino significa anche essere un paesaggista. La bellezza del campo coltivato ispira la felicità e l’armonia, e genera un circolo virtuoso del benessere.

Il desiderio di condividere e il successo de la ferme du Bec-Hellouin hanno portato alla creazione di un centro visita, un centro di formazione e una scuola di permacultura, per comunicare e insegnare le pratiche sviluppate in azienda

“Les forêts précèdent les hommes, les déserts les suivent” (le foreste precedono gli uomini, i deserti le seguono), diceva Chateaubriand. Però, a riflettere bene, osservando le creazioni di Charles e Perrine, ciò che appare è tutt’altro che deserto: il loro grande giardino è vita, allo stato puro.

Lauriane Borget

 

Perrine e Charles Herv.-Gruyer, Permaculture, guérir la terre, nourrir les hommes, Actes sud, 2014

B. Bertrand, V. Renaud, Le génie du sol vivant, éditions de Terran, 2009

C. e L. Bourguignon, Le sol, la terre et les champs, Sang de la terre, 2009

 

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Credits: Agostini Lab Srl