La trasparenza della pasta (e del riso) per decreto

21 Luglio 2017
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sostenibilità

Sono stati approvati due decreti interministeriali che introducono, in via sperimentale e per la durata di due anni, l’obbligo di indicare l’origine del riso e del grano nelle etichette sulle confezioni di questi prodotti. Ad annunciare questa misura un comunicato congiunto del ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina e del ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Le indicazioni sull’origine andranno apposte in etichetta in un punto evidente per essere facilmente riconoscibili, leggibili e indelebili. La tempistica prevede un periodo di 180 giorni per permettere alle aziende di adeguarsi al nuovo sistema e smaltire le confezioni già prodotte.

Le novità previste dal decreto sulla pasta impongono che sulle confezioni siano indicate le seguenti diciture:

Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato
Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato

Nel caso queste due fasi dovessero avvenire nel territorio di Paesi diversi le diciture da utilizzare possono essere: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se la percentuale del grano utilizzato fosse coltivato per il 50% in un unico Paese, per esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: Italia e altri Paesi UE/NON UE.

Molto simile il provvedimento che riguarda il riso, che prevede le seguenti indicazioni da apporre in etichetta:

Paese di coltivazione del riso
Paese di lavorazione
Paese di confezionamento
Anche per quanto riguarda il riso, se le fasi di produzione coinvolgono più Paesi possono essere utilizzate, in base alla provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
I due decreti, che impongono maggiore trasparenza alla filiera della pasta e del riso, fissano in due anni il periodo di sperimentazione delle nuove etichette e decadranno automaticamente in caso di piena attuazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che la Commissione Europea non ha ancora reso pienamente operativo.

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Credits: Agostini Lab Srl