La rinascita sociale grazie al ‘biodistretto’ francese

18 Aprile 2018
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BIOLOGICO

Il dinamismo della provincia della Drôme emerge dalle numerose attività presenti a favore del concetto di qualità dei prodotti che riguardano diversi settori come l’agricoltura, l’agroalimentare, la cosmesi o il benessere. In effetti, questa zona si pone al primo posto nazionale per la filiera bio, con un sostegno di più di 1 milione di euro alla filiera.

Dal 2002, l’associazione Biovallée, di cui fanno parte le comunità di comuni del Val de Drôme, du Diois e Crestois – Pays de Saillans, porta con fierezza la bandiera di pioniera per numerose iniziative che riguardano l’agricoltura biologica, la commercializzazione diretta dei prodotti e la qualità dell’ambiente. Questa zona, situata nel sud-est della Francia ai piedi delle Alpi é attraversata dal fiume Drôme, è storicamente conosciuta per la volontà di collaborazione dei suoi abitanti per la conservazione del territorio. Ma al di là dell’aspetto storico, la volontà politica di far crescere il settore dell’agricoltura biologica e di prossimità è un punto forte per le scelte realizzate: non solo per i finanziamenti partecipativi alle operazioni di sensibilizzazione ma anche per il sostegno nella facilitazione amministrativa, perché spesso le amministrazioni sono muri difficili da superare.

La Biovallée non si limita a diffondere iniziative in agricoltura biologica ma vuole essere una piattaforma per sostenere attivamente tutta l’economia locale portando avanti progetti sull’energia, la gestione sostenibile dei rifiuti e la pianificazione del territorio.

 

Sostenuta dalla popolazione, si pone tre obiettivi: pianificare il territorio in modo di preservare le risorse naturali (acqua, aria, sole e biodiversità); valorizzare queste risorse naturali al servizio della popolazione: acqua potabile, alimentazione, habitat, salute, energie, divertimento;  costruire un territorio-scuola che accompagna innovazioni, identifica le buone pratiche di sviluppo sostenibile, diffondendole tramite formazione e cooperazione tra gli attori del settore.

 Il progetto, originale, trova una forte corrispondenza in Italia nel Biodistretto che oggi offre una forma di aggregazione economica e sociale utile per quelle aree con vocazioni agricole ben definite, attorno alle quali rifioriscono elementi culturali e sociali che tracciano una nuova identità locale. Il biodistretto della Val di Vara è uno degli esempio più interessanti per la capacità organizzativa.  A questo tipo di iniziative è riservato un futuro proficuo perché rispondono proprio alla richiesta di sempre più consumatori di voler mangiare e consumare beni di qualità del territorio sul quale vivono, in cui desiderano partecipare attivamente al mantenimento della rete economica locale. Sempre più consapevoli del ruolo che giocano nella società, scelgono di comprare locale, possibilmente da agricoltura biologica. Perché esistono alternative, e sono facili da intraprendere, al prodotto industriale.

Dal 2011, l’associazione Agricourt è l’esempio di un’attività della zona a vocazione logistica e al servizio della comunità. Si definisce “un’alternativa alimentare locale per gli abitanti e per i professionisti del terroir”. La piattaforma mette in relazione i produttori locali di diversi settori dell’agricoltura con i privati e le collettività. La novità risiede nella sua efficienza: tutti trovano benefici ad aderire a questo sistema. Il produttore porta i suoi prodotti alla piattaforma dove sono poi preparati gli ordini ricevuti tramite il sito internet, quindi vengono consegnati a chi gli ha ordinati.

Il consumatore privato e le collettività approfittano della qualità del prodotto e del servizio di avere un prodotto locale ad un prezzo giusto; il produttore è retribuito senza dover abbassare i prezzi, come sarebbe nel caso della distribuzione organizzata, non deve più preoccuparsi di dover gestire la vendita dei suoi prodotti, cosa che gli permette di concentrarsi sul lavoro in azienda. La soddisfazione per il produttore risiede nel fatto che la rendita è assicurata  e diventa un sostegno economico per uno sviluppo aziendale sereno. Molti testimoniano anche la soddisfazione di sapere dove vanno i loro prodotti, come nelle mense scolastiche: una vera gratificazione. In effetti, la maggioranza delle mense scolastiche del Val de Drôme aderiscono e si riforniscono di prodotti locali e da agricoltura biologica grazie ad Agricourt.

I prodotti sono valorizzati, ma lo sono anche i mestieri di produttori e cuochi della ristorazione di collettività. In effetti, lavorare con prodotti freschi di cui si conosce la provenienza restituisce alla cucina di mensa un aspetto a troppo lungo dimenticato: il valore e la fierezza del proprio lavoro.

 

Il sito internet agrilocal.fr è un altro esempio di attività logistica. Iniziativa del 2013 delle province della Drôme e del Puy de Dôme, è oggi funzionale in 31 province francesi. Ha per obiettivo di mettere in relazione i produttori locali con gli acquirenti pubblici della ristorazione collettiva senza intermediari. Gestito a livello provinciale, permette una collaborazione semplice, gratuita, rispettando le regole dei mercati pubblici, la quale valorizza i circuiti corti e mette in relazione il mondo agricolo con i servizi di mensa a gestione pubblica (per esempio scuole, ospedali, caserme militari, case di riposo).  Le parole d’ordine sono qualità, quantità, prossimità e tracciabilità.

lauriane borget

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Credits: Agostini Lab Srl