La plastica? E’ anche nel sale

18 ottobre 2018
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sostenibilità

Il 90% del sale da tavola in commercio contiene residui plastici. Lo studio shock.

La diffusione della plastica non è certo una novità, è un problema drammatico che interessa il pianeta intero. Non ci siamo però ancora resi conto di quanto sia invasiva e capillare ormai la presenza dello scarto di plastica, quello buttato via, ogni giorno da ognuno di noi. Si può trovare anche nel sale da cucina.

Sono ben 36 i marchi di sale provenienti da ogni parte del mondo (su 39 analizzati), in cui sono stati individuati frammenti, in una ricerca della Incheon National University in Sud Corea e Greenpeace, pubblicata questo mese sulla rivista Environmental Science & Technology, che ha permesso di far luce sula diffusione globale delle microplastiche.

“L’ingestione umana di microplastiche di provenienza marina è fortemente collegata alle emissioni plastiche in una determinata regione”, ha spiegato Seung-Kyu Kim, uno dei co autori professore in scienze marine dell’Università Nazionale di Incheon in Corea del sud.  “Per limitare l’esposizione è necessario predisporre misure preventive”, raccomanda, e se  il controllo dello scarico ambientale delle materie plastiche dovrebbe essere gestito meglio, è necessaria “la riduzione dei rifiuti di plastica “.

I campioni di sale provenivano da 21 paesi tra Europa, Nord e Sud America, Africa e Asia. I tre marchi risultati negativi vengono da Taiwan (sale marino raffinato), Cina (sale grosso raffinato) e Francia (sale marino non raffinato prodotto dall’evaporazione solare). 

I sali prodotti da evaporazione di acqua marina sono quelli maggiormente contaminati, ha spiegato Greenpeace, quindi il sale di lago e infine quello estratto in miniera.

La maggiore quantità sono state rilevate nei prodotti commercializzati in Indonesia. L’Asia rappresenta una zona critica in fatto di inquinamento plastico e l’Indonesia, con una costa estesa ben 34.000 miglia (54.720 km), già una ricerca del 2015 registrava il secondo peggior risultato a livello globale proprio sull’inquinamento plastico.

“Le microplastiche sono ovunque”. Come spiega Sherri A. Mason, professoressa di chimica della State University di New York e autrice di una precedente ricerca sul tema, la diffusione è globale. “Il dato sulla maggior concentrazione in Asia è interessante- spiega -, anche se non sorprendente.” Ma è inutile illudersi di sfuggire al problema consumando sale europeo. “Le microplastiche sono ovunque”, avverte Mason.

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Credits: Agostini Lab Srl