Agricoltura come permacultura

7 Giugno 2019
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sostenibilità

Cos’è la permacultura?” Facciamo chiarezza. 

La permacultura non è la consociazione delle piante, la pacciamatura oppure il bagno a secco. Queste sono solo alcune delle tecniche che applicano i suoi principi.

La permacultura è progettazione, più precisamente progettazione accurata di ecosistemi sostenibili, stabili, efficienti e resilienti. Consiste nel creare il montaggio di sistemi costituiti da elementi che limitano i rischi di degradazione nel tempo delle risorse, rispettando tre etiche: la cura della terra, la cura della persona e l’equa condivisione. La consapevolezza e la responsabilità nelle azioni, nonché l’osservazione e il tempismo giusto, sono al centro di questa arte di progettare.

Diversi strumenti sono utilizzati per coordinare il lavoro di progettazione, che permettono di elaborare con maggiore efficienza un progetto. La permacultura deve essere divertente, creativa, esteticamente bella, il risultato prodotto dalle accurate conoscenze di chi progetta e si basa su un metodo per utilizzare le risorse a disposizione in modo consapevole e ragionato . Un progettista avrà dovuto sperimentare ed essere arrivato dopo un certo percorso di formazione personale a un livello tale di conoscenze da poter progettare secondo le etiche e tutti i principi.

Elaborata negli anni ’70 dagli australiani Bill Mollison e David Holmgren, la permacultura è nata dalle parole inglese Permanent Agriculture e si evolve spontaneamente nella realizzazione di una cultura permanente. L’osservazione della natura e i modelli ecologici sono alla base di questa visione che si applica ai 7 domini d’interessi dell’essere umano.

Oltre alle “tre etiche”, ci sono dei principi interpretati come linee guide ad indirizzare il progettista nella sua creazione. Sono i 12 principi di Holmgren: osserva e interagisci, raccogli e conserva energia, assicurati un raccolto, applica l’autoregolazione e accetta il feedback, usa e valorizza risorse e servizi rinnovabili, evita di produrre rifiuti, progetta dal modello al dettaglio, integra invece di separare, piccolo e lento è bello, usa e valorizza la diversità, usa e valorizza i margini e reagisci ai cambiamenti e usali in modo creativo. Inoltre, cito alcuni principi formulati da Mollison: lavora con e non contro, il problema è la soluzione, minimo sforzo – massimo risultato, l’unico limite è la tua immaginazione, tutto fa giardinaggio, ogni elemento in un sistema svolge più funzioni, ogni funzione può essere svolta da più elementi, usa risorse biologiche/organiche, prendersi le proprie responsabilità e usa e accelera le successioni naturali.

Mettere in applicazione i principi di permacultura, nella progettazione di un’azienda agricola oppure di un luogo di vita, necessita tempo. In effetti, è consigliata l’osservazione del luogo per almeno un anno, in modo da conoscerlo meglio in relazione all’andamento delle stagioni. Per esempio, è importante notare i posti più soleggiati e quelli più ombreggiati durante l’anno; oppure localizzare l’andamento idrico, in modo da recuperarla ed evitare i rischi d’inondazione.

La ferme du Bec-Hellouin1 in Normandia è un’azienda agricola pionieristica in questo campo. Nel libro Abbondanza miracolosa Perrine e Charles-Hervé Guyer raccontano la loro esperienza di contadini che hanno scelto la permacultura. Nel libro appena uscita in francese “ Vivre avec la Terre” descrivono le tecniche usate in azienda che mettono in applicazione i principi più adatti per il loro luogo di vita e di lavoro.

In effetti, un altro aspetto molto importante della permacultura è la consapevolezza che una tecnica non è riproducibile in tutti gli ambiti. È bene ispirarsi a quelle applicate da altre persone in altri luoghi ma non sempre poi saranno utili nell’esperienza personale.

Più vicino, in Italia a Bagno di Romagna in provincia di Forlì-Cesena, la fattoria dell’Autosufficienza offre un panorama e un luogo sperimentale per la progettazione in permacultura. A vocazione didattica, è possibile seguire dei corsi e osservare in concreto quanto sperimentato e messo in atto in agricoltura e in bio-edilizia.

L’Accademia Italiana di Permacultura è un associazione nata nel 2006 ed è il riferimento italiano per i corsi disponibili in Italia e all’estero e per il riconoscimento dei diplomi a valenza internazionale. In effetti, sono diverse le tappe di formazione proposte: l’introduzione, il PDC 72 ore – Corso di progettazione in permacultura, dei workshop, la Progettazione avanzata in permacultura e il Teacher Training. Partecipare a corsi permette di conoscere persone e progetti e fare rete. È inoltre possibile, dopo aver completato il PDC 72 ore, iniziare un percorso almeno biennale per il conseguimento del Diploma di Progettazione in Permacultura. E’ una formazione autogestita durante la quale si prepara un progetto che dimostri le capacità di applicare le etiche e i principi in modo completo ed esaustivo. L’apprendista è affiancato da un tutor di percorso e un tutor di progetto e presenterà il suo progetto in un’assemblea chiamata Plenaria organizzata dall’associazione.

Applicata alla vita quotidiana, permette un notevole risparmio di tempo, di energia e di soldi, perché si tratta di progettare 8 ore per lavorarne 2. Ma sopratutto, la permacultura incuriosisce le persone, le sue potenzialità sono tali che spesso si rimane stupiti dagli esiti.

Lauriane Borget

Introduzione alla permacultura, Bill Mollison, Ed. Terra Nuova, 2007.

Permacultura, David Holmgren, Arianna Editrice, 2010.

Abbondanza miracolosa, Perrine e Charle-Hervé Guyer, Macro Edizioni, 2018.

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Credits: Agostini Lab Srl