La Legge sul bio arriva in aula

11 Dicembre 2018
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BIOLOGICO

Alla Camera inizia la discussione sul progetto di Legge, ma più delle dichiarazioni pesa il Decreto Genova.   Cosa c’entra il Decreto Genova con la discussione sul biologico che finalmente è arrivata alla Camera?

L’articolo 41 ha inserito disposizioni urgenti sulla gestione dei fanghi di depurazione “nelle more di una revisione organica della normativa di settore” che stabiliscono un nuovo limite – molto più alto – per gli idrocarburi di tipo C10-C40 che possono essere contenuti in questi fanghi. Finora l’utilizzo in agricoltura dei fanghi di depurazione derivanti da acque reflue era regolato dal decreto legislativo 152 del 2006, che stabilisce come limite 50 milligrammi per chilo di terreno, un limite confermato dalla sentenza numero 27958 della Corte di Cassazione Penale datata 6 giugno 2017. L’articolo 41 del decreto, invece, innalza questo limite di 20 volte portandolo a 1000 milligrammi per chilo.

Scrivevamo così, lo scorso ottobre,  denunciando la “manina” che aveva inserito nel decreto creato per affrontare l’emergenza del ponte Morandi, anche un articolo che condanna il biologico “perchè aumenta i limiti di idrocarburi pesanti C10-C40 di 20 volte,” denunciava Boninelli, parlamentare dei Verdi. “Toninelli che dice di aver scritto con il cuore il decreto sferra un attacco senza precedenti all’ambiente, alla sicurezza della catena alimentare del nostro paese, perché con questi valori aumentati si determinerà una contaminazione delle falde e delle matrici alimentari”. Lo stesso ministro Toninelli, di fronte ad un problema evidentemente sottovalutato, in quei giorni ha spiegato che “il collega Sergio Costa è già al lavoro per un decreto ministeriale migliorativo”.

Non è arrivato nulla, mentre la discussione sulla legge del bio è iniziata, lasciando un’ombra che farà il gioco facile di tutte le categorie produttive che hanno l’interesse a ridimensionare il valore dell’agricoltura sostenibile. Un gioco al massacro che in queste settimane, grazie agli interventi della senatrice Cattaneo, ha raggiunto dei livelli di polemica inediti anche per un settore, come quello del bio, che si è sempre distinto per la dialettica scontrosa.

“Tra gli obiettivi di questa legge c’è quello di favorire e promuovere la conversione al metodo biologico delle imprese agricole e agroalimentari del nostro Paese, un settore in costante crescita che rappresenta una fetta importante del Made in Italy”. Il M5S saluta con il solito tono trionfalistico l’avvio del dibattito, anche perchè il portavoce Pasquale Maglione è il relatore del progetto.

Tra le novità introdotte, un marchio per il bio italiano “solo con la massima trasparenza sull’origine e la filiera dei prodotti, possiamo offrire ai consumatori garanzie sui prodotti che portano in tavola”, l’istituzione di un Tavolo tecnico presso il ministero e il riconoscimento dei Bio-Distretto, sono le altre novità che la nuova legge dovrebbe introdurre. Ora non rimane che attendere l’approvazione del testo in via definitiva intanto, la Camera ha dato il suo parere positivo con “larghissima maggioranza”.

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Credits: Agostini Lab Srl