La Francia non ferma il glifosato

28 Gennaio 2020
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sostenibilità

E Macron avverte che non ci riuscirà neanche fra 3 anni

La Francia si rimangia la promessa fatta? Si perchè, lo spiega il presidente: “ucciderebbe l’agricoltura”. La Francia nonostante le promesse fatte già nel 2017, non ha nessuna reale intenzione di abbandonare la molecola killer, inasprendo così un fronte già pesantemente in crisi. Ci sono sindaci che, disattendendo le indicazioni del governo, hanno introdotto delle limitazioni locali che hanno creato non pochi problemi.

Un obiettivo non “fattibile”, ha spiegato il presidente francese durante un dibattito cittadino a cui era stato invitato a Bourg-de-Péage (Drôme), nonostante “l’impegno personale”.

“So che ci sono alcune persone che vorrebbero vietare tutto e subito. Non è fattibile e ucciderebbe la nostra agricoltura. E anche tra tre anni non raggiungeremo il 100%, non credo che ci arriveremo”. Ha incoraggiato “le produzioni alternative” a smettere di usare questo erbicida e ha ricordato che era stato proprio lui a combattere la richiesta della Ue originale (15 anni di autorizzazione).

Sceglie quindi la strada “realistica”, questa volta Emmanuel Macron, dopo aver illuso, non solo in Francia, consumatori e produttori (soprattutto bio).
Una Francia che non può fare a meno del glifosato, dopo gli scandali ma soprattutto dopo aver tenuto una posizione di primo piano a livello europeo di contrasto all’autorizzazione. Il sospetto ora è legittimo, l’intento era politico e Macron forse mirava solo a cercare una leadership europea in chiave anti tedesca. A prescindere.

Oggi però, con una situazione politica interna molto delicato, perdere l’appoggio del mondo agricolo industriale, una filiera ampia e strettamente connessa con il territorio e lontana dalle metropoli, evidentemente può essere rischioso, anche a costo di mettere in seria difficolta invece il comparto bio che in questi anni in Francia si è molto sviluppato. O forse no. La produzione agricola nazionale e il consumo interno non seguono necessariamente strade parallele, soprattutto grazie alla gdo.

L’agricoltura italiana deve approfittare di questa situazione per segnare una linea di demarcazione netta e non ambigua rispetto la Francia e la sua produzione. E’ un’opportunità politica. Speriamo che in Italia, con una situazione politica interna che per l’incertezza assomiglia molto a quella francese, questo “realismo” di Macron non arrivi ad ispirare qualche politico in cerca di appoggi. Un po’ come è successo con la plastica.

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Credits: Agostini Lab Srl