La bio diplomazia al Biofach

13 Febbraio 2019
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BIOLOGICO

Colpisce la presenza del vice primo ministro russo Aleksej Gordeev nella giornata inaugurale. 

Partenza scoppiettante, perlomeno per gli standard tedeschi e gli habitué della fiera, ma è comunque la presenza di una delegazione di alto profilo diplomatico dalla Russia ad alzare l’interesse.

Il vice capo del governo della federazione Russa, Alexei Gordejew, insieme a Oleg Mironenko, direttore esecutivo del Russian National Organic Union e una delegazione al seguito, sono stati accolti con tutti gli onori.


La Russia e il bio. Il Paese in questi anni sta facendo dei grossi investimenti interni nel settore perché la domanda interna è molto alta e, soprattutto, perché resistono le sanzioni internazionali che ufficialmente prevedono il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi e pesce, provenienti dall’Ue. Quindi anche del biologico.

E’ evidente che le condizioni di politica internazionale oggi sono ben diverse rispetto alla situazione che c’era quando l’embargo è stato istituito, ma la mossa della Fiera di Norimberga indica sicuramente un salto di livello che sollecita un adeguamento.

Non è dato sapere se la presenza russa di oggi sia il frutto di un lavoro concordato a livello politico e istituzionale dalla Germania e se questo si tradurrà nell’incoronazione della Russia come paese dell’anno del Biofach. Scoprire che proprio in questi giorni è in corso in Russia la prima fiera del bio (Prodexpo, Mosca 11 – 15 febbraio), rende ancora più evidente l’irritualità di una presenza e di una accoglienza che assumono un valore che va oltre il gesto di ospitalità.

Forse il sistema Italia del bio farebbe bene a prepararsi. Il bio italiano è sicuramente il prodotto che più appetibile per il mercato russo. Non perdiamo l’occasione, è il momento giusto.

 

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