Italia? Bene in economia circolare, male in consumo di suolo

7 novembre 2018
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sostenibilità

Bene in economia circolare, agricoltura biologica ed eco-innovazione. Male in consumo del suolo, tutela della biodiversità, decarbonizzazione.

E’ la fotografia dell’Italia, tra eccellenze e cadute, nei settori strategici della green economy, contenuta nella Relazione 2018, documento introduttivo degli Stati generali della Green economy presentato a Ecomondo (Fiera di Rimini).

Emissioni di gas serra. Secondo stime preliminari, nel 2017 le emissioni in Italia potrebbero essere nuovamente cresciute, anche se di poco: negli ultimi quattro anni, con una modesta ripresa economica, il processo di decarbonizzazione in Italia, come anche nel resto d’Europa, sembra essersi fermato.

Sul fronte delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, nell’ultimo triennio, in concomitanza di una modesta ripresa economica, i consumi di energia sono tornati a crescere, passando da 166 a oltre 170 Mtep tra 2014 e 2017, segnalando una difficoltà delle politiche di efficienza energetica. Nel 2017 le fonti rinnovabili soddisfano il 17,7% del fabbisogno di energia. Dopo un periodo di crescita sostenuta tra il 2005 e il 2013, nell’ultimo quinquennio le rinnovabili sono cresciute di qualche frazione percentuale, anche se i dati del primo semestre del 2018, particolarmente piovoso, indicano che finalmente la produzione idroelettrica è tornata a crescere.

Economia circolare e uso efficiente delle risorse. Per tasso di circolarità, l’Italia, con il 18,5%, è prima fra i cinque principali Paesi europei ed ha una buona produttività delle risorse (misurata in euro di Pil per kg di risorse consumate), per la quale è al secondo posto fra i cinque principali Paesi europei. Nel 2016 sono stati riciclati in Italia 13,55 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 45% e questo mette l’Italia al secondo posto in Europa dietro alla Germania, risalendo di una posizione rispetto al 2014, con un’ottima performance (67%) in particolare nel settore dei rifiuti d’imballaggio. Anche nel riciclo dei rifiuti speciali siamo fra i leader in Europa: nel 2016 sono state riciclate in Italia circa 91,8 Mt di rifiuti speciali, pari al 65% di quelli prodotti.

Per quanto riguarda l’eco-innovazione, secondo l’indicatore Eco-IS (Eco-Innovation Scoreboard) l’Italia con un punteggio di 113 si posiziona al di sopra della media Ue28 di 100, al pari con l’Austria, ma dopo Svezia, Finlandia, Germania e Danimarca.

L’agricoltura biologica nel 2017 ha raggiunto 1,8 milioni di ettari, più 20% rispetto al 2016. Dopo la Spagna, l’Italia è il Paese europeo con la più ampia superficie di agricoltura biologica, davanti alla Francia e alla Germania e aumentano anche le produzioni agricole di qualità certificata che, a fine 2016, hanno raggiunto il valore di 15 miliardi.

Territorio e capitale naturale. Il consumo di suolo nel 2017 ha continuato ad aumentare al ritmo di 15 ettari al giorno: l’Italia resta fra i Paesi europei con la più alta percentuale di consumo di suolo in relazione alla superficie. Nonostante un patrimonio naturale tra i più importanti al mondo, la spesa per la protezione della biodiversità e del paesaggio in Italia è molto bassa ed è diminuita da 689 nel 2010 a 524,7 milioni nel 2017.

Mobilità sostenibile, l’Italia e il Paese europeo dove circola la quota maggiore di mezzi con alimentazione diversa rispetto ai carburanti tradizionali (benzina e diesel) sul totale dei veicoli, il 12,7%, maggiore di quasi nove punti percentuali rispetto alla Germania. Il dato italiano e sostenuto dalla diffusione della flotta a gas (Gpl/metano), che con 3,16 milioni di veicoli (tra auto, veicoli commerciali leggeri e pesanti) rappresenta il 53% della flotta a gas europea. Ma non va altrettanto bene per i nuovi veicoli ecologici: nella top ten delle vendite del 2017 né nella categoria dei veicoli ibridi né di quelli ibridi plug-in né in quelli elettrici, figura un’auto prodotta in Italia.

(nella foto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ad Ecomondo 2018)

da adnKronos

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Credits: Agostini Lab Srl