Incredible edible

21 Agosto 2017
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sostenibilità

E se fosse possibile cambiare la nostra società, iniziando a parlarsi tra di noi coltivando ortaggi?Immaginiamo le nostre città con delle aiuole coltivate ad ortaggi sui marciapiedi, in qualsiasi area verde; davanti ai negozi, alla stazione, alle fermate degli autobus; nei giardini pubblici e privati, sul lungo fiume; davanti al centro salute, alla stazione dei carabinieri e della polizia municipale. Ovunque, invece di trovare piante ornamentali, crescono piante commestibili come pomodori, fragole, zucchine, basilico e prezzemolo. Lì, un cartello con scritto food to share (cibo da condividere) indica che si possono raccogliere frutta e verdura liberamente.

Le persone che vivono in queste città si riuniscono per lavorare attorno alle aiuole, per parlare, mentre rendono la loro città più verde e più piacevole.

Il movimento degli incredible edible (incredibili commestibili) è nato a Todmorden, un paese nel nord dell’Inghilterra, nel 2008. La storia di questo paese è banale. L’arrivo dell’industria ha svuotato le campagne del territorio contadino, per poi lasciare la popolazione alle prese con la crisi economica e sociale dopo la chiusura delle fabbriche. L’emigrazione verso le città vicine ha dimezzato la popolazione impoverendo sempre di più il territorio.

L’iniziativa è partita da Pam Warhurst e Mary Clear, due donne che hanno saputo convincere e coinvolgere i concittadini ad agire insieme, localmente, contro il riscaldamento globale con un mezzo: il cibo. 

 

Incredible Edible Todmorden from Haymedia Films on Vimeo.

“Sapevamo che le persone volevano fare qualcosa ma non sapevano cosa” dicono. Il cibo è allora diventato un linguaggio per riunire le persone, creare dei legami, e ritrovare lo spirito di comunità attraverso il lavoro di volontariato e la condivisione.

Lo slogan è “Mangiare è aderire”. Questo movimento popolare non esclude nessuno, è aperto a tutte le persone di buona volontà che desiderano riappropriarsi del cibo, la mescolanza culturale è vista come una forza per imparare nuove ricette dal vicino, sia esso indiano o polacco.

Venuti a conoscenza del movimento, in molti hanno deciso di traslocare a Todmorden. Sono per lo più persone che, in pensione oppure no, erano alla ricerca di un posto dove vivere per impegnarsi in un progetto sociale e ambientale. Tre linee guide caratterizzano l’iniziativa: “all’azione, basta discorsi”, “non siamo delle vittime” e “non rifilare la patata bollente”. Le persone agiscono insieme, perché è sufficiente mettersi all’opera per essere attori del cambiamento. Affrontare i problemi insieme rende più forte la comunità e grazie al cibo il paese è più benevolo, più sano e più verde. L’esperienza ha insegnato che si trovano, con il tempo necessario, delle soluzioni ai problemi. Il terreno è troppo duro? La coltura di patate nel primo anno permette di ammorbidire la terra e prepararla per le colture di ortaggi che hanno bisogno. Il rabarbaro è raccolto non appena è pronto e le piante non riescono a rigenerarsi? È soltanto vittima del suo successo, allora più piante di rabarbaro vengono piantate sparse nelle aiuole del paese. Le precipitazioni medie annue sono molto alte? Allora si coltivano piante che più sono adatte a questo territorio e ispirandosi ai principi della permacultura si agevola il problema.

I volontari del movimento sono ben consapevoli che, affinché le operazioni abbiano successo, tre piatti cinesi devono girare insieme: la comunità, l’educazione e l’economia. Ogni azione è pensata in questo senso affinché sia durevole nel tempo.

Oltre alle aiuole nel centro di Todmorden, diverse attività create e gestite dai volontari di incredible edible hanno in pochi anni trasformato il paese. Il coraggio, la perseveranza e le conoscenze di certe persone in particolare hanno permesso l’evoluzione di progetti ambiziosi.

Per esempio, il giardino della casa di riposo è diventato un orto, uno spazio di condivisione tra i residenti e i volontari. Le verdure e la frutta prodotti sono usati per la preparazione dei pasti, la coltivazione ha reso l’ambiente attorno alla residenza più piacevole per le persone che ci vivono.

Con l’incremento del consumo dei prodotti confezionati, non basta poter raccogliere una zucca per mangiarla, ma bisogna sapere anche come prepararla. Per aiutare le persone a capire che consumare più prodotti freschi e locali aveva del senso per loro e la loro famiglia, la soluzione è stata quella di insegnare a trasformare e cucinare i prodotti semplici appena raccolti o comprati in azienda con le proposte di formazione nei bar e ristoranti del paese.

Feste e festival sono organizzati attorno al cibo, alla cucina e alla condivisione. Per trasmettere il messaggio e fare aderire sempre più persone al progetto e fare girare il piatto comunità, la creatività è una parola chiave. I bambini sono presi al gioco grazie alla curiosità e trasmettono a loro volta il messaggio ai loro genitori. Grazie alla creatività, il movimento ha dato la possibilità anche alle persone economicamente più svantaggiate, e spesso più diffidenti, di semplicemente coltivare, grazie al materiale regalato dalla comunità.

L’accento è stato messo sull’educazione alimentare quando il nuovo gestore della mensa scolastica ha avuto l’idea geniale di avviare la coltivazione di ortaggi su un pezzo di terra abbandonato sul retro della scuola. I prodotti ricavati permettono ai cuochi di preparare con soddisfazione e impegno dei pasti con dei prodotti freschi a km 0. Le aziende locali sono state coinvolte sia per il consumo dei loro prodotti in mensa, sia per l’insegnamento. Il loro lavoro è valorizzato perché ricco di interesse e condivisione.

Ma il coinvolgimento della scuola non si è fermato alla mensa scolastica. Il cibo è diventato l’argomento centrale delle attività svolte a scuola, inoltre è ormai possibile conseguire il diploma di formazione in agricoltura. Un gran cambiamento di prospettiva per Tod High, la scuola superiore di Todmorden, fino a ieri considerata una scuola da terza scelta. I diplomati si inseriscono nel mondo del lavoro al livello locale, rimanendo sul territorio per la gente del territorio.

Grazie al lavoro di numerosi volontari e finanziamenti vari, diversi siti, un tempo abbandonati, sono diventati delle aziende agricole che impiegano lavoratori e producono ortaggi e frutta per i ristoranti e i mercati locali.

Todmorden è al centro dell’attenzione di numerosi curiosi. Le persone desiderose di riprendere l’iniziativa nel proprio paese prendono esempio ispirandosi ai lavori creati, ma anche alle soluzioni alle numerose problematiche riscontrati.

“Le aiuole di propaganda”, come le chiamano in paese, costituiscono un itinerario commestibile sul tema delle api. Le persone che visitano Todmorden possono passeggiare in Pollination Street e capire come diffondere l’iniziativa in altre località. La vendita dei prodotti delle aziende locali alle persone che vivono sul territorio non è l’unica fonte di energia che fa girare l’ economia: anche il turismo generato dall’interesse per gli incredible edible ha permesso l’apertura di alloggi e ristoranti. Gli effetti positivi dell’iniziativa sono considerevoli. Il movimento è notevolmente cresciuto e festeggerà presto i dieci anni con grande successo: gli incredible edible hanno preso piede in più di 100 progetti in Regno Unito e sono già più di le 700 iniziative sviluppate nel mondo. La rete degli incredible edible non smette di allargarsi, le iniziative si moltiplicano a livello internazionale come in Australia, in Canada e in Francia. Il movimento, in Italia è ancora molto discreto, ma esiste già.

lauriane borget

Pam Warhust e Joanna Dobson, Les incroyables comestibles, Actes sud, 2015

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Credits: Agostini Lab Srl