Il Tribunale dà ragione ai cittadini

9 Gennaio 2020
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sostenibilità

Il referendum del 2014 era legittimo, ai pro pesticidi le spese processuali.

Nell’agosto del 2014 i cittadini di Malles in Val Venosta (Bz) avevano indetto un referendum per inserire nello statuto comunale il divieto di utilizzare fitosanitari per le coltivazioni, una scelta per proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini. 

L’Alto Adige produce circa il 10% di tutte le mele commercializzate in Europa. La coltivazione intensiva richiede l’utilizzo di un’ampia gamma di sostanze chimiche finora controllate dal consorzio Bauernbund, vale a dire l’associazione dei contadini altoatesini, che teme che il divieto possa essere esteso a tutta la regione e che si verifichi un conseguente calo di produzione. La presenza di residui di pesticidi trovati nelle urine degli abitanti della Val di Non, ha spinto gli abitanti del comune di Malles ad indire il referendum popolare. L’indagine ha portato a scoprire la presenza sei volte maggiore del normale di pesticidi e dei loro metaboliti nei fluidi biologici degli abitanti.

Johannes Fragner-Unterpertinger e l’esponente di Verdi Grünen tedeschi Gisela Sengl

Vittoria schiacciante del fronte contrario ai pesticidi, che raccoglie il 76% dei voti. Il farmacista del paese Johannes Fragner-Unterpertinger promotore e il sindaco Ulrich Veith sono investiti dalle cause degli agricoltori che invece vogliono continuare a usare i pesticidi. 

In Val Venosta la produzione di mele rappresenta una fondamentale risorsa economica e vede impegnati almeno 2000 agricoltori. Anche in questo contesto, il forte peso della monocultura finisce per condizionare le aspettative dei produttori e degli abitanti del territorio.  Un gruppo di 140 agricoltori si sono rivolti al Tribunale di Bolzano intentando una causa civile sostenendo che il comitato promotore, il farmacista Johannes Fragner-Unterpertinger e il sindaco, non avessero il diritto di promuovere quel referendum. 

Sebbene il tribunale di Bolzano in primo grado ha dato ragione ai 140, dichiarando illegittimo il nuovo Regolamento comunale, la Corte di Appello di Bolzano ha ribaltato la sentenza

Per il Tribunale di secondo grado i i cittadini di Malles avevano tutto il diritto di promuovere l’iniziativa partecipativa, invece mancavano i presupposti per una causa, perchè “il referendum non incideva sull’interesse concreto e attuale degli agricoltori”.

Ora gli agricoltori pro pesticidi dovranno pagare tutte le spese processuali mentre il Comune, spiega il TG regionale Rai, non sa ancora se ricorrere al Consiglio di Stato contro il Tar.

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Credits: Agostini Lab Srl