Il futuro del cibo sarà (molto) vegetale

20 Giugno 2018
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MERCATO

Nonostante la ripresa interna dei consumi di carne, la prospettiva è chiara. La ricerca Usa.In questi anni di dibattito sul futuro dei consumi alimentari, abbiamo visto una improvvisa impennata dell’interesse per i prodotti a base vegetale. Un successo momentaneo, in termini di consumi, soprattutto con l’entrata in campo di moltissimi player, molti dei quali sprovvisti di un’esperienza adeguata ma spinti prevalentemente dall’esigenza di riempire velocemente quelle quote di mercato improvvisamente disponibili.

In Italia, Coldiretti ha festeggiato il #bisteccaday, dove il pretesto di celebrare il lavoro dei contadini e la dieta mediterranea è diventata l’occasione per stigmatizzare la dieta vegana, con statistiche usate proprio per sostenere il crollo dei consumi veg. Ma non erano corrette. Il target vegan è ben più articolato di come potrebbe sembrare ai produttori di carne.

Questa dinamica è maggiormente chiara leggendo i dati di una ricerca Usa: le proteine vegetali non sono appannaggio solo dei consumatori ‘solo veg’. E’ cresciuta del 19% infatti la richiesta di proteine vegetali ai distributori della ristorazione (ristoranti e piccole catene), rispetto allo scorso anno, secondo The NPD Group. Anche i trend di consumo interno hanno mostrato un aumento della domanda dei consumatori del 24% dal 2015.

Il 60 % dei consumatori statunitensi intervistati vogliono più proteine ​​nelle loro diete. Il 14% dei consumatori (oltre 43 milioni di consumatori) utilizza regolarmente alternative vegetali come il latte di mandorle, il tofu e gli hamburger vegetariani e l’86% non si considera vegano o vegetariano.  Il consumatore ha iniziato a variare tra proteine di origine animale e vegetale.

I consumatori di alimenti a base vegetale più rigorosi sono quelli che hanno maggiori probabilità di essere a dieta o di avere una particolare condizione medica, mentre quelli che tendono a pensare al cibo solo come combustibile, sono più orientati alla convenienza rispetto ad altri e non si cimentano molto in cucina.

Uno dei segmenti di consumatori in più rapida crescita, tra quelli che mangiano alimenti a base vegetale, è rappresentato dagli onnivori, ovvero da chi non ha una precisa connotazione alimentare, e che in Italia conosciamo per la definizione di ‘flexetarian’, ovvero una categoria più moderna per indicare, appunto, chi mangia tutto.  Le proteine ​​vegetali non sono più solo per vegani e vegetariani, dal momento che i consumatori statunitensi cercano più proteine ​​nelle loro diete e gli alimenti a base vegetale diventano più disponibili e più gustosi. 

Le alternative veg alla carne hanno raggiunto uno share del 44%, tra le categorie di prodotto a base vegetale, rifornite a ristoranti e microcatene indipendenti. Al primo posto i burger, ma anche il prodotto ‘macinato’, usato in diversi modi, contribuisce sensibilmente alla crescita.

“E’ evidente che la categoria è diventata mainstream, al di là dei consumatori rigorosamente vegan” commenta David Portalatin di Npd. “Produttori e operatori, negli ultimi sette anni hanno veramente migliorato la qualità e il sapore del food a base vegetale. Cibo che sta piacendo ad una varietà di segmenti di consumatori per molte ragioni differenti”.

 

 

www.npd.com

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Credits: Agostini Lab Srl