Il cavallo di Troia britannico è un pollo

24 Febbraio 2020
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MERCATO

In Inghilterra dimenticano di vietare il pollo al cloro Usa.

I nuovi accordi bilaterali tra Regno Unito e Stati Uniti, soprattutto in questa fase post Brexit, stanno confermando l’apertura a prodotti di dubbia qualità e sicurezza che fino a ieri, grazie alla Ue, erano vietati.

Gli Usa sono pronti ad invadere il mercato inglese, rivoluzionando gli standard a cui erano abituati i consumatori e il governo inglese forse non si rende conto della situazione. Ad esempio con il “pollo al cloro” o la carne bovina agli ormoni, per i quali non c’è la garanzia che vengano esclusi dai colloqui bilaterali. O almeno è quanto scrive l’Indipendent che accusa il segretario all’ambiente George Eustice (il “ministro” appena nominato dopo il rimpasto di governo), di non essere determinato come la predecessora Theresa Villiers, che si era impegnata a “non inondare il mercato interno di quei prodotti”.

Il cloro, utilizzato come disinfettante per eliminare batteri e virus, è una tecnica legale negli Usa e serve a risolvere in modo brutale un deficit di standard igienici e produttivi. Rappresenta in modo chiaro anche la differenza di metodo e approccio ai temi legati alla salute e all’alimentazione che l’Europa ha, rispetto gli Usa. 

Per anni negli Usa, invece di sviluppare metodi di prevenzione per evitare infezioni di patogeni negli allevamenti industriali, ha scelto la strada della chimica semplicemente lavando le carcasse del pollo, una volta macellato, compensando in modo brutale l’inadeguatezza degli standard igienici. L’Europa comunitaria ha invece sempre scelto un’altra strada: “dalla fattoria alla forchetta” è la filosofia che ha ispirato un approccio preventivo che si basa su criteri di igiene lungo tutto la filiera. 

Invece di migliorare il loro benessere e le condizioni dell’azienda, quindi, i produttori preferiscono semplicemente lavare con il cloro le potenziali carcasse infette, il tutto senza specificarlo ai consumatori, ovviamente!

(Slowfood )

Ma non è solo un problema della Brexit, che almeno per questi temi sta rivelando la fragilità del progetto, perchè il tema degli standard qualitativi accettati negli Usa, limitandoci a cloro e ormoni, è entrato a gamba tesa nei colloqui tra Ue e Usa in materia commerciale (TTIP). Sonny Perdue, che è il “ministro” dell’Agricoltura Usa, come scrive il Financial Times, ha confermato che gli Usa si impegneranno a fondo per includere temi politicamente sensibili come questo in un accordo commerciale transatlantico con l’UE.  Perdue sostiene che la Ue dovrebbe accettare i metodi di produzione alimentare ora vietati in Europa per il semplice fatto che garantirebbero l’accordo recentemente promesso da Trump e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.

Curiosamente Perdue, che di formazione è un veterinario, ha affermato che l’UE dovrebbe modificare gli standard in materie di igiene alimentare per venire incontro al deficit commerciale che, secondo lui, gli Usa soffrono.

“Abbiamo un sistema molto efficiente di produzione avicolae siamo in grado di esportare in tutti gli altri paesi del mondo”, ha promosso, sostenendo che ora gli agricoltori usano una sostanza chimica chiamata acido peracetico anziché cloro. “Acido peracetico. . . è un ottimo trattamento di riduzione dei patogeni. Tu sai cos’è? È essenzialmente aceto” (Sic). (acido peracetico)

Le difficoltà inglesi e lo spettro che questa debolezza possa avere un impatto pesante poi anche in Europa, preoccupano i consumatori, soprattutto per l’esigenza di opportunità politica di chiudere l’accordo.”Non stiamo provando a giocare l’uno contro l’altro – ha risposto ai giornalisti -. Ci piacerebbe vedere relazioni commerciali con politiche simili. . . tra il Regno Unito e l’UE” .

Come dire, l’Inghilterra non è più un problema. A stretto giro, il neo commissario europeo al Commercio (già all’Agricoltura) ribadisce:”L’Europa non sarà naif con la Cina e il pollo al cloro Usa non entrerà”.

“È sorprendente che invece di migliorare la sicurezza e la salubrità degli alimenti, le tecniche di lavaggio chimico per il pollo e la carne trattata con ormoni siano ancora lasciate sul tavolo dei negoziati”. Il giudizio di Sue Davis, a capo dell’associazione dei consumatori britannici Which!.

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Credits: Agostini Lab Srl