Il biologico cresce ed è sempre più una conferma per gli Italiani

13 Settembre 2017
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MERCATO

Italia primo paese per export; aumentano le famiglie abituali e il bio incrementa le vendite nell’alimentare.L’Italia è il primo paese al mondo per export di biologico per un valore di 1,7 miliardi di euro. E’ uno dei dati, presentati da AssoBio durante il Sana, che al meglio fotografa il mercato bio in forte evoluzione nel nostro paese. Durante l’incontro Attenti a quei due. Le nuove strategie e le politiche di distribuzione nei canali Gdo e Specializzato, Nicola De Carne, voce di Nielsen, e Roberto Pinton, segretario AssoBio, hanno illustrato gli aggiornamenti sulle vendite nel primo semestre 2017 che evidenziano una progressione costante.

Crescono in maniera significativa la produzione e i consumi di prodotti biologici: in Italia, sono 72mila le aziende (+20% sul 2016) e 300mila gli addetti del comparto per un giro d’affari interno di 3 miliardi. Nel 2016, la domanda di prodotti bio ha superato in valore i 4,7 miliardi di euro e la scelta di optare su prodotti biologici è ormai diventata consuetudine nella quotidianità degli italiani. Nell’ultimo anno, infatti, gli acquirenti abituali sono aumentati di un milione di unità, contribuendo alla quasi totalità della crescita degli acquisti: sono, infatti, 20,5 milioni le famiglie acquirenti (83% delle famiglie italiane) e di queste, 5,2 milioni rappresentano gli abituali, ovvero che acquistano un prodotto bio almeno una volta alla settimana.

Note positive anche osservando la ripartizione geografica che il peso del biologico ha nell’alimentare: se il Nord-Est e il Nord-Ovest trainano il settore rispettivamente con il 4% di peso e 3,3% di peso, anche il Sud (il cui peso è 1,9%) dimostra un forte trend in crescita (il 26,4%) con margini di miglioramento e con evidente interesse da parte di aziende e acquirenti a incrementare la loro presenza nel mondo biologico.

Continua l’avanzata del bio nella gdo. I dati relativi all’anno 2016 -2017 testimoniano una forte impennata delle vendite: solo nei super e ipermercati il giro di affari supera 1 miliardo e 100 milioni su un totale di 1 miliardo e 402 milioni. A giugno 2017, la grande distribuzione ha fatto segnare un +16% con assortimenti sempre più ampi; le vendite dei negozi specializzati, che si confermano il secondo principale canale, segnano invece un +3,5% di vendite nel 2016.

Come visto, il bio va a braccetto con l’alimentare: i recenti dati dicono che il suo valore all’interno del settore è del 3,4% e ha contribuito al 16% della crescita totale (bio + 154 milioni su +955 milioni). Nei primi mesi del 2017, il volume dei prodotti del largo consumo confezionato registra un +1,4% a cui si lega una componente inflattiva del +0,7%. In generale, la crescita dei volumi registrata in questa prima parte di anno è data da 1/3 dall’aumento dei prezzi, 1/3 da un’estate particolarmente calda che ha portato all’acquisto di prodotti stagionali come acqua, integratori, birre e gelati e 1/3 arriva da comparti dell’area benessere salutistico e prodotti di servizi come primi piatti, caffè in capsule. Da sottolineare l’ascesa di prodotti integrali, senza lattosio o senza glutine: se prima erano definiti segmenti di mercato, ora il loro valore li porta a essere comparti veri e propri (il giro di prodotti integrali va sui 440 milioni). 

Ma quali sono i prodotti più richiesti? Per quanto riguarda le referenze più vendute, è interessante notare che i cinque prodotti topo non corrispondono nei canali Gdo e specializzato. Nella grande distribuzione, infatti, i consumatori prediligono l’acquisto di: gallette di riso, uova, composta di frutta, bevande vegetali sostitutive del latte e pasta. Nel canale specializzato, invece, abbiamo: bevande vegetali sostitutive del latte, le banane fair trade, le uova, le zucchine e i dessert di soia.

giovanni sgobba

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Credits: Agostini Lab Srl