“Il biologico come un ritorno al passato? È l’esatto contrario”

28 novembre 2018
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BIOLOGICO

Il bio non ci sta.

La strategia degli attacchi della ricercatrice e senatrice Elena Cattaneo contro l’agricoltura sostenibile, prima la biodinamica al centro della polemica in occasione del convegno di Milano – con uno scambio secco con Michele Serra sulle pagine de Repubblica  – ora si concentra sul bio proprio quando a Montecitorio si svolge un incontro che presenta i risultati dell’ampia coalizione sociale e politica di Cambia la Terra.

Questa è la risposta della portavoce di Cambia la Terra Maria Grazia Mammuccini, alla lettera della professoressa Cattaneo pubblicata ieri dal Messaggero:

L’autorevole ricercatrice Elena Cattaneo nella sua appassionata battaglia contro l’agricoltura biologica, ieri sulle pagine di questo quotidiano, si erge ancora una volta a unica paladina della Scienza contro un esercito di eretici e ciarlatani. Addentrandosi in un terreno, quello agricolo appunto, che evidentemente conosce poco e con molti pregiudizi. 

Il biologico come un ritorno al passato? È l’esatto contrario. Il bio è l’agricoltura del futuro basata su ricerca, innovazione e qualità. E che chiede più investimenti in questi campi. 

Nella sua crociata, in realtà, la Senatrice si scontra non con gli agricoltori bio o con le associazioni ambientaliste, ma con le posizioni della Fao, dell’Unione Europea  e di molti Governi che indicano l’agricoltura biologica come strategica per il Pianeta. I dati dell’Ipcc dicono che l’attuale modello agricolo è responsabile del 24% delle emissioni di gas serra. Secondo le Nazioni Unite ogni anno si perdono 24 miliardi di tonnellate di terra fertile e le responsabilità sono da imputare in massima parte all’agricoltura industriale. Dal 1998 al 2013 circa il 20% delle terre coltivate ha registrato un declino della produttività. Mentre il biologico – che è vero che ha rese minori nell’immediato – ha una stabilità produttiva nel tempo grazie al mantenimento della sostanza organica nel suolo. 

Rispetto alla questione pesticidi, il bio non ammette sconti: si usano solo sostanze di origine naturale e i prodotti devono essere a residuo zero, anche di rame per il cui utilizzo l’agricoltura bio ha severe restrizioni, al contrario di quella convenzionale. 

Per concludere, il convegno di ieri a Montecitorio, che tanto ha disturbato la senatrice Cattaneo, è stato organizzato con Presidente e Vice Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dalla Coalizione Cambia la terra che – oltre a raggruppare tutte le principali realtà del bio – tiene assieme le principali associazioni ambientaliste italiane (WWF, Legambiente e Lipu), l’associazione Medici per l’Ambiente oltre a molti ricercatori di ISPRA e vari atenei italiani. Non si tratta della Vandea, senatrice: sono le realtà della società e della ricerca che si interrogano sul tipo di sviluppo che si vuole privilegiare.

Ma quello che forse desta più sconcerto è che una Senatrice a vita di questo Paese si ostini a delegittimare un comparto che impiega oltre 75mila imprese, quelle che maggiormente crescono per volumi e fatturato, che investono in ricerca e innovazione e creano lavoro, soprattutto fra i giovani. 

Maria Grazia Mammuccini

Imprenditrice agricola e Portavoce della Coalizione Cambia la Terra

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Credits: Agostini Lab Srl