Il bio da solo non basta

29 Ottobre 2019
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sostenibilità

Un cibo salutare ha generalmente un impatto minore sul pianeta. Due ricerche inglesi.

Come sempre, del biologico in Italia abbiamo a disposizione molte statistiche e analisi di mercato, mentre la ricerca rimane spesso vincolata solo delle reti che si riferiscono al mondo accademico. Questo non accade in gran Bretagna, dove di bio si parla eccome e le Università, con i loro studi e i loro progressi, finiscono regolarmente sulle pagine dei giornali e aprono dibattiti utili per l’argomento.

Un recente studio della Cranfield University evidenzia i molteplici benefici dell’agricoltura biologica, e fin qui non ci sono novità, ma sottolinea anche i gravi rischi dell’agricoltura convenzionale in Gran Bretagna, se le cose continuassero in questa direzione. Studio interessante che però si focalizza solo sulle emissioni.

La ricerca ha esaminato cosa accadrebbe, in termini di emissioni di gas serra, se l’agricoltura bio raggiungesse il 100% della produzione agricola.  “L’agricoltura biologica generalmente genera emissioni di gas serra più basse per prodotto, fino al 20% in meno per le colture e il 4% per il bestiame”, spiega Laurence Smith, uno degli autori, che sottolinea anche uno degli aspetti più delicati della faccenda: se i modelli di consumo non cambiano sarà necessario importare cibo, annullando di fatto i benefici ambientali del prodotto.

“Sebbene l’uso delle risorse possa essere migliorato con il biologico, è necessario considerare i potenziali effetti sul suolo,” spiega Smith. Nell’ipotesi di uno scenario al 100% bio, una riduzione netta dei gas a effetto serra avrebbe efficacia  “solo se accompagnata da un forte aumento della resa o da cambiamenti diffusi negli stili alimentari.”

La ricerca, come sottolinea Ifoam, non prende in considerazione i benefici derivanti da una gestione più razionale degli sprechi alimentari che potrebbe concorrere a colmare il gap. I modelli di consumo e il processo di trasformazione del cibo hanno spesso un impatto enormemente negativo sul nostro ambiente naturale. “Ci sono indubbi benefici ambientali a livello locale per le pratiche di agricoltura biologica – continua Smith – tra cui lo stoccaggio del carbonio nel suolo, una ridotta esposizione ai pesticidi e una migliore biodiversità.”

Le abitudini alimentari. Quando parliamo di cambiare il sistema alimentare, dobbiamo prendere in considerazione più livelli, che solo insieme possono offrire cibo e agricoltura sostenibile. Quindi da solo il bio non basta, invece mangiare meno carne, scegliere prodotti locali, stagionali, biologici ed eliminare sprechi può essere efficace.

I cibi che fanno bene all’organismo e al pianeta. Nota: gli alimenti collegati ad una variazione statisticamente significativa del rischio di mortalità sono indicati da cerchi solidi. Quelli che invece non sono collegati sono indicati da cerchi aperti. (® Guardian)

Mangiare cibo salutare è quasi sicuramente anche la cosa migliore per l’ambiente, lo spiega uno studio dell’Università di Oxford, ne scrive il quotidiano Guardian, analizza l’impatto ambientale di 15 alimenti comunemente diffusi nell’alimentazione occidentale. Frutta, verdura, legumi e semi integrali oltre a tenere lontane le malattie, proteggono dagli effetti dei cambiamenti climatici e le risorse idriche. A differenze della carne rossa e di quella trasformata.

Oggi in Gran Bretagna le vendite di prodotti bio crescono del doppio rispetto a quelli convenzionali e le scelte dei consumatori sono sempre più focalizzate sul Pianeta.

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Credits: Agostini Lab Srl