Hopeificio, olive per l’integrazione sociale

22 Ottobre 2019
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BIOLOGICO

Dopo la raccolta, la produzione di olio.

La coltivazione, la raccolta delle olive e la produzione di olio. Una tradizione nella campagna pugliese che assume un valore sociale, grazie ad un progetto di integrazione sociale per persone affette da disagio mentale. Non è la prima volta che l’agricoltura biologica offre una rinnovata prospettiva con un forte valore sociale.

In questi giorni tre beneficiari del progetto “Hopeificio”, dopo il periodo di tirocinio formativo, hanno iniziato l’attività pratica, quella sul campo, che prevede oltre alla raccolta delle olive anche il conferimento al frantoio e la molitura. Seguiti dagli operatori e da un agronomo, i tre ragazzi con disabilità psichica sono impegnati nella campagna olearia sui terreni dell’ASP “Castriota e Corroppoli” di Chieuti, mettendo a frutto tutte le competenze acquisite nei mesi in cui hanno seguito le lezioni formative previste nel progetto promosso dalla cooperativa sociale Medtraining di Foggia, in collaborazione con i Comuni di Chieuti e Serracapriola, e sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD nell’ambito della terza edizione del “Bando Socio Sanitario” come spiega Ilikepuglia.it.

“Hopeificio” è nato proprio come un’attività destinata a persone con disabilità psichica, partendo dalla necessità di promuovere attività di formazione che possano trasformarsi in acquisizione di competenze professionali e, eventualmente, in occasioni lavorative. E l’impegno quotidiano, il lavoro, la fatica, il prendersi cura di qualcosa sono gli ingredienti fondamentali per favorire una piena integrazione sociale e per contrastare l’abbandono sociale delle persone affette da disagio mentale.

Se in questa prima fase la produzione dell’olio avviene in un frantoio esterno, prossimamente le cose potrebbero cambiare perchè il progetto prevede anche la realizzazione di un struttura interna per la lavorazione delle olive con un impianto di imbottigliamento-etichettamento dell’olio prodotto e un punto vendita nella logica della filiera corta. L’obiettivo, infatti, è di assumere in una cooperativa alcune delle persone con disabilità psichica inserite nel progetto nella gestione del frantoio e di tutte le attività connesse. L’agricoltura sociale, seguendo una logica di innovazione sociale, può quindi fornire possibili soluzioni alla crisi dei servizi operando al confine tra agricoltura, servizi socio-sanitari, reti di comunità, offrendo risposte di tipo co-terapeutico, educativo ed inclusivo. 

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Credits: Agostini Lab Srl