La questione ambientale #FridaysforFuture

17 Aprile 2019
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sostenibilità

I giovani e la lotta ambientalista.

Un tema che di recente è tornato a far parlare di sé sui giornali e in televisione, che ha riempito le piazze italiane e mondiali e che sembra essere riuscito finalmente a coinvolgere in maniera massiccia i giovani e i giovanissimi.

Sì proprio loro, i giovani, spesso accusati (non sempre a torto) di indifferenza rispetto a un tema che dovrebbe toccarli in maniera particolare, visto che non saranno certo i ”vecchi” a subire le conseguenze più catastrofiche dei cambiamenti climatici.

La manifestazione del 15 marzo a Firenze

Tuttavia, le cose sembrano cambiate.  Il 15 marzo di quest’anno, più di un milione di ragazzi e ragazze si sono riversati nelle piazze di tutto il mondo, dando un chiaro segnale che le loro coscienze si sono risvegliate. Ma a cosa è dovuto tutto questo recente fermento? Cos’è cambiato rispetto al passato?

Negli ultimi mesi il mondo ha scoperto l’astro nascente dell’attivismo ambientalista mondiale: non si tratta né di uno scienziato né di un politico, ma di una ragazzina di sedici anni, Greta ThunbergOra, questo non vuole essere un encomio alla figura di Greta, ma una breve analisi del perché la sua storia e la sua lotta stiano avendo un impatto inedito sulle coscienze dei giovani e sulla loro partecipazione alla lotta ecologista. Prima di tutto, è innegabile che abbiano trovato qualcuno in cui immedesimarsi, qualcuno che parla a loro e per loro.

La manifestazione del 15 marzo a Milano

Per troppo tempo hanno assistito al venir meno di vuote promesse da parte dei politici in campagna elettorale, mentre la comunità scientifica e le associazioni ambientaliste, nonostante l’enorme lavoro d’informazione, fallivano nel tentativo di coinvolgerli attivamente.

Emerge infatti da una ricerca che la maggior parte delle ragazze e dei ragazzi tra i ventuno e i trentasette anni, pur affermando di essere molto interessati all’ambiente, sono poco attratti dalle associazioni impegnate attivamente su questi temi, ed è facile immaginare che il risultato sarebbe stato più o meno il medesimo se il campione fosse stato composto da adolescenti.

Molti giovani dimostrano dunque sensibilità riguardo allo stato del proprio pianeta, ma spesso non sanno come agire per dare un contributo concreto alla lotta, non riuscendo a orientarsi nel complicato arcipelago dell’ecologia, composto da innumerevoli associazioni, spesso operanti in settori specifici.

Risulta dunque vitale lo sviluppo di movimenti trasversali, che sappiano coinvolgere soprattutto i meno esperti, i disorientati, che sono poi la maggioranza.

Ed è esattamente ciò che sta facendo il movimento #FridaysforFuture

La manifestazione del 15 Marzo non portava in piazza nessuna particolare istanza, ma semplicemente la rabbia di tutti quei giovani che per troppo tempo hanno subito passivamente la retorica sui cambiamenti climatici.

È sufficiente? Assolutamente no, ma è necessario. È necessario per i ragazzi e le ragazze trovare una strada agevole per potersi affacciare al vasto e articolato universo delle lotte ambientaliste.

Perché è vero che i contenuti della lotta sono fondamentali, ma bisogna che questi vengano sviluppati a partire da una base comune, che permetta a chiunque di prendere parte ad una battaglia cruciale per il futuro della specie umana.

tomà sartori

 

 

Tomà Sartori, 20 anni, è uno studente di ingegneria dell’energia all’Università di Padova. Diplomatosi al liceo scientifico, ha scelto di coniugare la sua passione per l’ambiente con la sua carriera universitaria.


Tomà sarà la preziosa voce che ci accompagnerà tra i giovani+studenti, per farci comprendere il valore della loro lotta ambientalista.

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Credits: Agostini Lab Srl