FFF, a che punto siamo?

23 Maggio 2019
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sostenibilità

Reduce dal fiume in piena dello scorso 15 marzo, il mondo, in questi ultimi giorni, si sta preparando per il secondo sciopero globale per il clima, che sarà il prossimo 24 maggio.

Gli studenti saranno in grado di replicare gli impressionanti numeri dell’ultima manifestazione? Il risultato è tutt’altro che scontato. Cercare di riportare in piazza tutti coloro che si sono presentati alla prima manifestazione globale sembra una sfida di notevole portata.

Una cosa però è certa: Fridays for Future, almeno in Italia, sembra aver iniziato a fare presa.

Mi spiego: se il carburante in partenza era soprattutto l’entusiasmo per questa nuova esperienza, oggi, a distanza ormai di mesi dall’inizio del percorso, con l’euforia della novità ormai esaurita, il motore sembra tutt’altro che in riserva. Il movimento ha raggiunto tutta Italia e le iniziative si sono moltiplicate col passare dei mesi.

Praticamente ogni città ha il proprio gruppo locale e ha organizzato la propria manifestazione per il 24 maggio. Ma la novità più importante degli ultimi mesi è un’altra.

A Milano infatti, il dodici e tredici aprile scorsi si è tenuta l’assemblea costituente (foto di apertura) di Fridays for Future Italia, in cui più di 500 ragazze e ragazzi si sono riuniti per dare forma, a partire dalle singole esperienze nelle città, a un movimento nazionale. Ne è uscito un documento che riassume le linee guida che i gruppi locali dovranno seguire e che ha dato il via al processo di costituzione formale, ma anche e soprattutto sostanziale, di Fridays for Future Italia, che proseguirà a Napoli, a settembre, con la prossima assemblea nazionale.

Ma a muoversi non sono soltanto gli studenti: di recente infatti, è nato ”Teachers for Future”, un gruppo di insegnanti che ha deciso di schierarsi fianco a fianco con i propri alunni, supportando la loro lotta e chiedendo a colleghi, dirigenti scolastici, sindacati e MIUR di fare uno sforzo per portare il tema dei cambiamenti climatici al centro del dibattito nelle scuole.

L’impresa è tanto importante quanto difficile, vista l’inerzia e, soprattuto, la mancanza di volontà delle istituzioni, ma studenti e docenti sono più motivati che mai e intanto si preparano a scendere nelle piazze per far sentire la propria voce.

La strada è lunga, ma il 24 maggio si presenta come un importante punto di svolta, un’occasione per valutare il reale stato di salute della protesta: avremo un’ulteriore conferma rispetto a quanto visto il 15 marzo o vedremo invece un ridimensionamento della mobilitazione? A priori nulla è scontato, anche se sensazioni e speranze sono tutte a favore della prima alternativa.

tomà sartori

 

Continua il reportage di Toma Sartori sul movimento per l’ambiente e gli studenti italiani, dopo il primo Fridays for future

Tomà Sartori, 20 anni, è uno studente di ingegneria dell’energia all’Università di Padova. Diplomatosi al liceo scientifico, ha scelto di coniugare la sua passione per l’ambiente con il suo percorso universitario.

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Credits: Agostini Lab Srl