Europa bio

14 Febbraio 2020
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BIOLOGICO

A Norimberga i numeri sono positivi, ma si sta aprendo una fase nuova.

Sono come sempre i numeri a rimbalzare sui giornali in questi giorni di Biofach a Norimberga è la crescita è oggettiva. Ma rispetto ai margini degli scorsi anni le cose sono cambiate. Nel prossimo futuro probabilmente non sarà la crescita numerica a dover interessare gli operatori, l’attenzione dei consumatori sta cambiando, si sta segmentando sempre più e potrebbe riservare delle sorprese che in giro per il Biofach magari ancora non si vedono.

Il biologico in Europa vale 40 miliardi (40,7 dice Fibl) e a livello globale è il secondo, dopo il Nord America dove fattura 43 miliardi e registra una crescita del 18%. L’Italia, con 1.6 milioni di ettari è la terza nazione per estensione certificata, dopo Francia (2 milioni) e Spagna (2,2 milioni) nel confronto comunitario, dove i terreni certificati sono aumentati di un milione di ettari (+1.25 in Europa).

Italia al primo posto nella Ue per numero di produttori (420.000), nel confronto allargato geografico si sottolinea la forza della Turchia con circa 80.000 operatori. Sebbene il numero degli operatori a volte risente del livello di sviluppo del mercato interno che porta con sé una razionalizzazione delle filiere, ora la produzione turca potrebbe prefigurarsi come un potenziale problema, per i rapporti privilegiati con la Germania, tradizionale canale di sbocco per l’export made in Italy bio

Se il mercato europeo è aumentato del 7.8 % (raddoppiando nel periodo 2009-2018), il tasso di crescita agricola bio della Francia si riflette nei numeri della vendita al dettaglio con un + 15.4 %. La spesa di ogni persona, in Europa è stata di 50 euro di bio lo scorso anno (il budget sale a 76 euro nei paesi Ue), una cifra che è praticamente raddoppiata in dieci anni, in Danimarca e in Svizzera ha raggiunto addirittura nel 2018 i 312€.

Il biologico nel mondo (fonte Fibl)

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Credits: Agostini Lab Srl