Etichetta chiara, maggior trasparenza

18 Luglio 2017
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MERCATO

L’esigenza dei consumatori di una maggior trasparenza e di informazioni utili per valorizzare prodotto, ingredienti e marchi oggi è sempre più chiara.

Questo perchè i consumatori “hanno fame di informazioni”, come spiega Nielsen, il cui Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, dopo aver analizzato 58 mila prodotti venduti nei supermercati, incrociando le informazioni in etichetta e le vendite, per vedere come i consumatori si informano e scelgono cosa acquistare è arrivata ad una conclusione che sarà divertente capire come le aziende saranno in grado di interpretare.

Questo perchè le aziende italiane non sono in grado di gestire la trasparenza. Non sono capaci e quando lo fanno la confondono spesso con la pubblicità.

Le confezioni in commercio, soprattutto nella fascia di prodotto, stanno interpretando questa esigenza corroborate da claims e indicazioni.

“Stiamo assistendo a un boom delle informazioni veicolate attraverso le etichette dei prodotti” spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. “Con l’Osservatorio Immagino ne abbiamo fotografate e registrate oltre 5 milioni, presenti su 58 mila prodotti di largo consumo – dalla pasta allo shampoo, dai prodotti vegani a quelli regionali – che complessivamente generano il 74% di tutte le vendite realizzate dalla distribuzione moderna”.

Dall’analisi dell’Osservatorio emerge che le indicazioni più efficaci nel convincere gli italiani all’acquisto sono quelle che presentano i prodotti come adatti a particolari stili di vita, come il biologico o il vegano. Funzionano bene in termini di vendite anche le indicazioni relative ai prodotti arricchiti, in particolare quelli integrali o “ricchi di fibre”, che sono i best performer dell’anno, con vendite in crescita del 22,8%.

I prodotti “free from”, ossia quella dichiarati in etichetta “senza sale”, “senza zuccheri aggiunti”, “senza additivi”, “senza grassi saturi” e “con pochi grassi”, sono stati i più brillanti, perché sono cresciuti sia sul fronte della domanda che dell’offerta.

Ma ci sono altri casi, invece, come per i prodotti “senza olio di palma” e per quelli “a basso tenore di zuccheri e/o di calorie”in cui la la crescita dell’offerta è stata più ampia dell’aumento della domanda.

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Credits: Agostini Lab Srl