Da ‘private label’ a ‘marca del distributore’

17 Gennaio 2018
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BIOLOGICO, MERCATO

A Bologna, “Marca” sancisce il salto di livello del prodotto a marca.

Nel 2017 la ‘Marca del Distributore’, sempre più vero e proprio brand che risponde ai bisogni dei consumatori al pari dell’industria di marca, registra importanti traguardi: è la prima volta che supera in Italia nel largo consumo confezionato i 10 miliardi di ricavi, peraltro con un trend di crescita costante. 

Nel carrello della spesa degli Italiani aumentano i prodotti a ‘Marca del Distributore’ (MDD), raggiungendo una quota di mercato del 18,7%. La MDD continua a fare leva sull’innovazione e a crescere perché è riuscita a soddisfare le esigenze e la sensibilità degli italiani, sempre più attenti ad abitudini alimentari orientate a principi di salute e benessere. Oggi, infatti, fanno la differenza tutti quei prodotti che fanno parte del biologico e della IV gamma. Inoltre la MDD rappresenta il made in Italy, poiché la gdo alimentare si avvale di copacker al 91,5% italiani, in particolar modo Pmi. Questi i dati principali che emergono dal convegno inaugurale di Marca2018, l’appuntamento annuale dedicato al settore della Marca del Distributore.

“Quella del 2018 è un’edizione che ci dà forti conferme – dichiara Gianpiero Calzolari, presidente BolognaFiere. – ‘Marca’ consolida con determinazione il suo posizionamento al secondo posto in Europa e la sua unicità a livello nazionale. In questi anni abbiamo assistito a un profondo mutamento dei prodotti a marchio del distributore che, oggi, si esprimono in tipologie estremamente articolate, rispondendo alle esigenze di consumatori sempre più informati e attenti. Il biologico, le linee funzionali, le eccellenze territoriali enogastronomiche, l’attenzione alla qualità, sono alcune delle caratteristiche che determinano il successo del made in Italy nel mondo”.

“La Marca del Distributore ha dimostrato negli ultimi anni grande vitalità e notevole resilienza” è il commento di Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti. “Applicando il nostro modello proprietario dei “Quattro Capitali” abbiamo analizzato il contributo economico, sociale, cognitivo e ambientale generato dalla Marca del Distributore per il sistema- Paese. Il moltiplicatore economico che abbiamo calcolato è pari a 2,6, vale a dire che per ogni 100 € di valore aggiunto generato dalla Marca del Distributore se ne attivano 260 nell’economia. Anche in termini di occupazione, si tratta di un settore rilevante, con oltre 200.000 occupati lungo la filiera, un moltiplicatore pari a 1,9 e il 18% di occupati con meno di 30 anni (+50% rispetto alla percentuale media italiana) e il 62% di sesso femminile (+48% rispetto alla percentuale media italiana). Il successo della Marca del Distributore registrato negli ultimi anni è collegabile alla svolta strategica del settore, con il passaggio da una produzione “me too” (“tattica”) ad una diversificazione dalla marca industriale, con tipologie di prodotto innovative e a maggiore valore aggiunto” –

“Marca 2018 si conferma ancora di più un appuntamento imperdibile – afferma Giorgio Santambrogio, Presidente di ADM – nell’anno in cui la MDD è protagonista di un momento di grande dinamismo. Nel corso del tempo la MDD ha modificato la sua essenza, passando da outsider a supporto della marginalità delle insegne a vero e proprio brand, che va incontro alle nuove esigenze dei clienti e fa leva sull’innovazione. Le insegne negli ultimi anni hanno non solo inserito sempre più prodotti bio, salutistici e funzionali, ma anche saputo valorizzare le tipicità dei territori e delle piccole realtà semi-artigianali molto apprezzate. La ‘Marca del Distributore’ è, inoltre, un ottimo strumento per portare all’estero il prodotto italiano, sempre più performante. Da “Distribuzione” siamo diventati una vera e propria “industria del Commercio” e, parallelamente, quella che prima era definita private label è diventata Marca del Distributore: non più private, perché è venduta all’estero e on line, e si sta affermando sempre più come un prodotto pari all’industria di marca, in grado di fornire un contributo all’intero sistema paese Italia. L’industria della distribuzione – sottolinea Santambrogio – con il suo indotto vale il 7% di valore aggiunto del Pil e il 9% rispetto all’occupazione, a livello nazionale”.

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Credits: Agostini Lab Srl